Il sole fa partire la "corsa alla semina": agricoltori uniti dopo il maltempo

Nella Bassa Padovana ritardo di un mese per le principali coltivazioni, ma serviranno giorni prima di poter entrare nei campi inzuppati. E rischia di andare perso un frutto su quattro, dalle ciliegie alle pere passando per albicocche alle pesche

Con l’arrivo del sole nelle campagne è corsa alle semine primaverili di mais, soia, leguminose e patate, ma anche ai trapianti di pomodoro e melone, angurie e zucche per recuperare il tempo perduto a causa del maltempo senza tregua nel mese di maggio: è quanto afferma la Coldiretti Padova nel sottolineare che il cambio di stagione è atteso per poter entrare finalmente nei terreni per effettuare le necessarie operazioni colturali.

Danni e ritardi

Una occasione anche per verificare le perdite e limitare i danni in una situazione in cui - sottolinea la Coldiretti - rischia di andare perso un frutto su quattro, dalle ciliegie alle pere, dalle albicocche alle pesche. Vi sono però anche centinaia di ettari di terreni talmente inzuppati dalle piogge per i quali saranno necessari diversi giorni di sole e caldo prima di poter entrare con i mezzi agricoli senza restare intrappolati nel fango. Nella Bassa Padovana la situazione è particolarmente critica per gli ortaggi come per i seminativi, con un ritardo medio di oltre un mese nella maturazione delle principali coltivazioni. Solo con l’avanzare della stagione gli agricoltori saranno in grado di stimare gli effetti negativi di questo lungo periodo di maltempo. Si punta inoltre alla raccolta del foraggio, in particolare nell’Alta Padovana, da destinare all’alimentazione degli animali ma la svolta meteo è importante - continua la Coldiretti di Padova - anche per le api in sofferenza con la produzione di miele praticamente azzerata dal maltempo che ha compromesso molte fioriture e impedito la raccolta del nettare, dai Colli Euganei alle altre zone di pianura in cui sono presenti migliaia di arnie.

Anomalia climatica

Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, ricorda: «L’anomalia climatica, che si è manifestata anche con temporali violenti e grandine, ha colpito la nostra provincia in un momento particolarmente delicato per l’agricoltura con le semine, le verdure e gli ortaggi in campo e le piante che iniziano a fare i primi frutti. L’ondata di maltempo fuori stagione è l’evidente conseguenza dei cambiamenti climatici in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, tanto da aver condizionato nell’ultimo decennio la redditività del settore agricolo, con le perdite di raccolti dovute a calamità naturali che hanno assunto un carattere ricorrente. Il risultato è una perdita da 14 miliardi di euro in un decennio per l’agricoltura italiana, e di alcuni milioni per quella padovana, tra danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne e perdite della produzione agricola. Ormai noi agricoltori conviviamo con gli effetti dei mutamenti climatici e dobbiamo attrezzarci per salvare le nostre imprese e i nostri prodotti».

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