Il "Signore dei diamanti" padovano premiato a Berlino alla corte di Angela Merkel

Fabrizio Nestola, direttore del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova, ha ricevuto l’Alexander von Humboldt Research Award al meeting annuale di Berlino

Fabrizio Nestola (sinistra) riceve il premio da Hans-Christian Pape. A destra la Angela Merkel durante la cerimonia

Un riconoscimento assegnato annualmente a scienziati non tedeschi, autori di scoperte e innovazioni con un significativo impatto sulle loro discipline. É il premio della fondazione Alexander von Humboldt intitolata al naturalista ed esploratore, che il 27 giugno ha visto premiato il "Signore dei diamanti" nostrano.

La cerimonia

Il premio, conferito dal presidente Hans-Christian Pape alla presenza della cancelliera Angela Merkel e del presidente federale Frank-Walter Steinmeier, viene assegnato a cento scienziati di tutto il mondo, che per un anno collaboreranno con colleghi tedeschi su progetti di ricerca di elevato profilo. Nestola lavorerà con Frank Brenker della Goethe Universitaet di Francoforte (Istituto di Geoscienze e Mineralogia) studiando i diamanti naturali alla scala micro e nanometrica.

Il curriculum

Fabrizio Nestola (Torino, 1972), direttore del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova e docente di Mineralogia, è a capo di un laboratorio per l’indagine cristallografica in condizioni non ambientali di fasi mineralogiche di alta pressione.
Il laboratorio, che ospita anche ricercatori stranieri di alto livello, è stato da lui attrezzato grazie a un finanziamento di 1,5 milioni di euro ottenuto nel 2012 dallo European Research Council (Erc). Nestola si occupa principalmente di fisica dei minerali e del loro comportamento ad alta pressione e alta temperatura, della definizione delle loro compressibilità ed espansioni termiche, delle loro transizioni di fase.

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Eccellenze nella ricerca

Un primo risultato di eccezionale rilevanza (la sicura determinazione della profondità di cristallizzazione di una olivina intrappolata in un diamante siberiano) gli ha fruttato il finanziamento Erc. Ha identificato molte delle inclusioni mineralogiche nei diamanti e calcolato la profondità a cui si sono formate attraverso un diffrattometro a raggi X a cristallo singolo. Tra i suoi lavori scientifici si ricordano quello pubblicato su "Nature" nel 2014 che riguarda la scoperta di ringwoodite, con una tecnica applicativa che il docente, unico al mondo, applica alle inclusioni ancora intrappolate nei diamanti. Dopo la scoperta che all’interno della Terra vi sono grandi quantità d’acqua, ipotesi solo teorizzata fino a quel momento ma mai scientificamente dimostrata, ha proseguito la ricerca pubblicando la dimostrazione di come si formano i diamanti super giganti (quelli caratterizzati da dimensioni fino a 3000 carati) a grandi profondità scoprendo anche la presenza di metano e idrogeno molecolare (Copertina di "Science" 2016) e infine (Copertina di "Nature" 2018) ha dimostrato in modo definitivo che la crosta oceanica superficiale può andare fino a circa 800 chilometri di profondità.

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