A Padova una nuova stella della cucina: Andrea si diploma alla scuola di Gualtiero Marchesi

Il 22enne Andrea Marcassa fa parte dei giovani diplomati del Corso superiore di cucina italiana promosso da Alma. All'esame finale ha dato prova della sua abilità ai fornelli

Andrea Marcassa durante l'esame finale del Corso superiore di cucina italiana

C'è anche un giovane padovano tra i 69 nuovi talenti della cucina italiana: lo certifica Alma, la Scuola internazionale di cucina italiana fondata nel 2004 da Gualtiero Marchesi.

Eccellenza padovana

Sono 69 i giovani da tutta Italia neo diplomati al celebre e ambitissimo istituto nella 40esima edizione del Corso superiore di cucina italiana. Tra loro 12 sono ragazze e c'è anche un 22enne che dà lusto al capoluogo patavino: è Andrea Marcassa, 22enne di Padova, fesco di diploma. Con i compagni ha affrontato e superato l'esame finale tirando fuori i suoi assi nella manica.

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Uno dei piatti presentati da Andrea durante l'esame finale

Una giuria d'eccezione

Il corso ha visto classificarsi come miglior studente il 21enne materano Michele Di Già, che ora avrà l'onere e l'onore di lavorare fianco a fianco con lo chef Massimo Bottura della tristellata Osteria Francescana, dove ha svolto anche i cinque mesi di stage. A valutare la preparazione dei 69 candidati è stata una commissione mista, composta da docenti Alma sotto il coordinamento del direttore didattico chef Matteo Berti, e da 51 visiting chef, che, insieme, totalizzavano 26 stelle Michelin. Tra i giurati presenti, l’executive chef Riccardo Monco del ristorante tristellato Enoteca Pinchiorri. In rappresentanza di ristoranti bistellati, Valeria Piccini chef patron del Da Caino, Simone Monco sous chef di Antonino Cannavacciuolo a Villa Crespi e Christian Conidi sous chef al ristorante Antica Corona Reale.

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Andrea con il diploma, affiancato dai docenti Alma

Competenze, collaborazione, sostenibilità

Come spiega il direttore generale Andrea Sinigaglia «In virtù di un percorso didattico sfidante, della durata di dieci mesi, che è culminato nello stage prima e nell’esame finale poi, sotto lo sguardo di alcuni tra i più grandi interpreti della cucina italiana d’autore, i nostri diplomati sono ora pronti ad affrontare le difficoltà del lavoro quotidiano. Secondo la banca dati Excelsior di Unioncamere, il 69% dei potenziali datori di lavoro denuncia ancora difficoltà nel reperire personale di cucina qualificato. Nel 50,7% dei casi, l’ostacolo principale è rappresentato da una preparazione inadeguata. Studiare in Alma garantisce l’acquisizione non solo di una forte etica e delle tecniche di lavoro corrette ma anche di competenze trasversali molto importanti per la professione di cuoco: mi riferisco, ad esempio, alla capacità di lavorare in gruppo (con attività di team building ad hoc) e all’utilizzo di strumenti e tecnologie d’avanguardia. Per noi è poi fondamentale aiutare i ragazzi a maturare una riflessione su tematiche sensibili come quelle della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e del riuso: non dimentichiamo che in Italia, in media, si sprecano tuttora 110 chili di cibo all’anno a persona».

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