Ponte di Curtarolo, appello delle categorie economiche: «Lavori subito! Se si ferma l’Alta si ferma l’economia padovana»

Le limitazioni al traffico pesante sul ponte lungo la ss47 continuano a far discutere e approdano in Regione con un appello del Coordinamento categorie economiche del Cittadellese

Il doppio ponte che attraverso il Brenta nel comune di Curtarolo

La drastica decisione risale a poche settimane fa: la Provincia di Padova, che solo recentemente è subentrata a Veneto Strade nella gestione della Valsugana, ha disposto il divieto di transito sul ponte che a Curtarolo attraversa il Brenta per i mezzi di portata superiore a 44 tonnellate in direzione Cittadella e a quelli superiori a 18 tonnellate nel verso opposto, oltre all'obbligo dei 30 chilometri orari per tutti i veicoli. La scelta è arrivata in seguito ad alcuni controlli strutturali che hanno evidenziato diverse criticità nell'infrastruttura.

Sì ai lavori, ma siano ultimati in fretta

«La limitazione al traffico è doverosa per motivi di sicurezza» spiega Oddone Sartore, portavoce del Coordinamento delle categorie economiche «Ma è un intervento tampone che sta provocando notevoli disagi per le imprese dell'Alta». Il gruppo (che unisce Assindustria Venetocentro, Ascom, Confartigianato-Upa, Cna, Cia, Coldiretti) non è contrario ai lavori di messa in sicurezza, ma chiede che vengano eseguiti con la massima urgenza per non gravare sull'economia della zona. La Provincia è disposta a finanziare 2 dei 4 milioni di euro necessari per il completamento della messa in sicurezza. Il Coordinamento chiede perciò alla Regione Veneto di coprire la parte restante della spesa per ripristinare in tempi brevi la massima percorribilità, oltre che di riprendere in mano i progetti per la nuova Valsugana in piedi già dal 2009.

Aziende penalizzate

Le limitazione ai mezzi pesanti sul ponte di Curtarolo hanno pesanti ricadute sulle aziende della zona secondo Sartore: «Il traffico si sposta sulla regionale 308 e la strada Contarina, costringendo molte aziende ad allungare i tragitti anche per più di 40 chilometri, con pesanti aggravi in termini di tempi e costi». Ecco perché i lavori vanno assolutamente fatti e pure con grande urgenza. «Senza la compartecipazione finanziaria della Regione Veneto» sottolinea il portavoce «i lavori di consolidamento non potranno essere avviati. Uno stallo che un territorio con 114mila abitanti e 13mila imprese, di cui il 32% manifatturiere e delle costruzioni, non può permettersi».

Realizzare la nuova Valsugana

Due anni fa il Coordinamento aveva denunciato l’inadeguatezza della Valsugana, mai ammodernata. «Il progetto della nuova Valsugana era già presente nel Piano provinciale della viabilità del 2009, aggiornato nel 2010 con l’analisi comparata di tre possibili tracciati» continua Sartore «Da allora sono trascorsi dieci anni e tutto è ancora fermo. La nuova Valsugana a due corsie diventi una delle priorità nel nuovo Piano regionale dei trasporti per dare a questo territorio infrastrutture all’altezza del suo peso economico e dei traffici delle sue aree produttive. L’Alta Padovana non sia la Cenerentola delle infrastrutture in Veneto. Se si ferma l’Alta si ferma l’economia della provincia di Padova».

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