L'architetto Boeri per Padova propone il "Modello Milano"

L’architetto milanese a proposito di interventi su quartieri fatiscenti e interventi riusciti ha parlato di “Modello Milano” sottolineando che si tratta di un modello esportabile. E Padova potrebbe essere una delle prime città a sperimentare questo approccio 

C’è anche l’architetto milanese, il creatore del “Bosco Verticale” tra i nomi dei quattro gruppi che hanno presentato offerte per il bando, pubblicato dal Comune, per riscrivere il Piano degli Interventi, lo strumento che ha sostituito il piano regolatore. L'amministrazione ha dato 8 obiettivi precisi: promozione dell'inclusione sociale, rigenerazione dello spazio costruito, arresto del consumo di suolo, promozione dello sviluppo economico, ruolo decisivo della mobilità sostenibile, centralità delle tematiche ecologiche e ambientali, perequazione urbanistica, e partecipazione.

Sviluppo urbano

Stefano Boeri nelle scorse ore è stato protagonista di una tavola rotonda organizzata dallo studio di comunicazione The Skill di Andrea Camaiora e Lorenzo Munegato. Il tema dell’incontro era proprio lo sviluppo urbano e umano delle nostre città. Al confronto ha partecipato anche il designer padovano Francesco Favaretto con cui Boeri ha dialogato di riqualificazioni delle periferie. L’architetto milanese a proposito di interventi su quartieri fatiscenti e di interventi riusciti ha parlato di “Modello Milano” sottolineando che si tratta di un modello esportabile, anche in altre città. E Padova potrebbe essere proprio una delle prime città a sperimentare questo approccio. 

Metodo

 «Piu' che di modello Milano - ha specificato l'architetto -  penso sia necessario parlare di metodo Milano. Le istituzioni anche di colore diverso hanno sempre saputo dialogare e assicurare continuita' di impresa e di lavoro. Le istituzioni devono essere capaci di far accadere le cose. A Milano le cose accadono. Penso a molti anni fa quando con senso di visione si decise di raddoppiare le volumetrie della Fiera e riqualificare un quartiere che era fatiscente. Una scelta che si e' rivelata vincente e lungimirante. La capacita' di mettere attorno a un tavolo tutti i suoi attori e di coinvolgere anche il privato rendendolo protagonista di una azione pubblica: ebbene questo e' il metodo che Milano puo' esportare».

Ritmi

Boeri ha poi sottolineato come la prossima grande sfida per le città, Milano in testa, sarà quella di non crescere a ritmi diversi. «Non si possono pensare – ha detto Boeri - a città che hanno due ritmi di crescita, città per i ricchi e città per i poveri. La grande sfida sarà proprio questa».

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