Case popolari, dalla Regione arrivano 4 milioni per sistemare 86 appartamenti

L'assessore regionale Lanzarin annuncia lo stanziamento di 12,5 milioni per interventi di recupero e manutenzione di alloggi comunali e Ater. Padova è tra i principali beneficiari

Un esempio di edilizia popolare in città

"É in arrivo una boccata d'ossigeno per comuni e Ater», parola dell'assessore regionale all’edilizia residenziale pubblica Manuela Lanzarin. Il piano di risanamento riguarda 330 alloggi con un investimento di 12,5 milioni di euro. Gli interventi saranno concentrati nei comuni capoluogo di Padova e Vicenza e nella città metropolitana di Venezia.

La prima fase

Su proposta dell’assessore Lanzarin la Giunta ha dato il via libera alla graduatoria degli interventi con 119 progetti finanziabili. La prima tranche del finanziamento ammonta a 1,9 milioni e consentirà il recupero dei primi 40 alloggi previsti
dai primi 55 progetti finanziati. L'Ater di Padova ha ottenuto in questa prima fase 1.800.000 euro per il recupero dei primi 16 alloggi.

I numeri a Padova

In città il piano di recupero complessivo interesserà 29 alloggi di proprietà comunale nei quartieri Chiesanuova, Sacra Famiglia e San Lazzaro (con un contributo complessivo di 1.350.000 euro) e 57 alloggi Ater nei quartieri di San Carlo e San Lazzaro per 2.832.110. Con 86 alloggi in totale e un finanziamento di 4.182.110 euro Padova è il
capoluogo più beneficiato dal programma di recupero edilizio-abitativo.

Manutenzioni e migliorie

«Il riparto dei fondi nazionali previsti dalla legge 80/2014 copre il 40% del costo dei progetti presentati» dichiara l’assessore Lanzarin «sarà possibile ristrutturare 330 alloggi, circa un quarto del fabbisogno espresso da Comuni e Ater del Veneto partecipando al bando indetto dalla Giunta lo scorso anno. State presentate 119 domande per 1.232 alloggi e una richiesta di finanziamento di quasi 31 milioni. I progetti riguardano interventi di manutenzione straordinaria, riqualificazione energetica, razionalizzazione degli spazi e abbattimento delle barriere architettoniche, indispensabili per rendere efficiente e funzionale l’offerta di case pubbliche, in particolare nei comuni a più alta tensione abitativa».

Tensioni in città per lo sgombero

L'annuncio arriva a pochi giorni dall'ultimo episodio di tensione che ha riportato alle cronache il problema dell'emergenza abitativa. Giovedì scorso al civico 36 di via Palestro l'Ater, con la collaborazione della polizia, ha sgomberato una famiglia congolese di quattro persone che da tre anni occupava abusivamente l'appartamento. Ne sono nati dei tafferugli con attivisti dei collettivi di sinistra, due dei quali sono stati arrestati per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L'episodio ha sollevato un polverone politico. Ater ha spiegato di non poter chiudere un occhio nel caso delle occupazioni abusive, mentre gli attivisti hanno sottolineato il gran numero di alloggi attualmente sfitti a fronte delle tante famiglie che restano senza casa.

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