Caso Prosecco - erosione del suolo: il Consorzio attacca la ricerca dell'Università

Nella lettera inviata dal Consorzio viene contestata, tra le altre cose, l'attendibilità dello studio, ma la rivista scientifica che lo ha pubblicato è una delle tre più importanti al mondo e riferimento del mondo accademico planetario

L'articolo da noi pubblicato e che rende nota la ricerca sull'erosione del suolo nell'area del Prosecco DOCG, svolta da una equipe di studiosi dell'Università di Padova, ha portato a una presa di posizione da parte del Consorzio Prosecco che ci ha inviato una comunicazione con le perplessità sulla valenza scientifica di questa ricerca. Dopo la lunga lettera inviataci dal Consorzio Prosecco, che pubblichiamo integralmente, ci teniamo a precisare da subito alcune cose: la ricerca è stata pubblicata su Plos One, rivista scientifica accreditata in tutto il mondo e seconda solo a Science. L'articolo prima di essere pubblicato è stato valutato e revisionato attraverso un processo molto lungo, chiamato peer-review, in cui in assoluto anonimato, esperti accreditati sui vari argomenti scientifici lo revisionano riga per riga, parola per parola. Non è un post su un social network, l'opinione di qualcuno o una presa di posizione ideologica. Soprattutto non è un attacco al Consorzio Prosecco, piuttosto il contributo che studiosi danno per cercare migliorare certe situazioni in determinati territori. E salvaguardare la salute delle comunità che vi abitano. L’articolo pubblicato, infatti, si inserisce all’interno della ricerca scientifica internazionale circa i processi di erosione del suolo negli agro-ecosistemi a gestione agricola convenzionale, nello specifico alle aree di produzione vitivinicola della regione mediterranea. Come ampiamente documentato nella letteratura scientifica degli ultimi cinquant’anni, l’erosione dei suoli nelle aree a gestione agricola convenzionale è un fenomeno preoccupante e globalmente diffuso. 

La lettera del Consorzio

Abbiamo letto l’articolo “Ricerca equipe Università di Padova: area Prosecco a rischio erosione, se ne vanno 4 kg di terra per ogni bottiglia” pubblicato martedì 28 maggio su padovaoggi.it

Come Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, riteniamo che si tratta di uno studio che, con la pretesa di definirsi scientifico, asserisce che i vigneti del Prosecco sarebbero responsabili di una presunta drammatica erosione delle colline del Conegliano Valdobbiadene, non dimostrata con dati oggettivi ma solo attraverso pretestuosi modelli empirici. Si tratta di uno studio che purtroppo evidenzia diversi problemi ed errori di valutazione e comparazione che siamo pronti a mostrare e dimostrare in modo costruttivo agli autori del lavoro. Infatti, quelle stime di erosione del suolo proposte sono, a nostro avviso, significativamente imprecise e sostanzialmente solo ipotetiche. I commenti, non supportati da dati di osservazione nello studio indicano una mancanza di consapevolezza della oggettiva realtà nella gestione dei vigneti sulle colline del Conegliano Valdobbiadene. La gestione del suolo (e la concreta azione di contrasto dell'erosione) è da tre secoli una costante priorità per i coltivatori del Prosecco Superiore DOCG e i sistemi di salvaguardia dei nostri vigneti si sono evoluti per decenni come risposta a queste condizioni. Questo è il motivo per cui i vigneti della DOCG seguono i contorni delle colline, perché sono terrazzati, e perché le vigne vengono recintate individualmente. Tutto questo dà origine ad un approccio molto particolare al mantenimento di una vite viva per decenni, ovvero viti grandi e vecchie che "vagano", in contrasto con i vigneti dei luoghi più piatti. Questa pratica si è evoluta nel tempo al fine di mantenere l'integrità delle pendenze, dove la gestione della chioma, del terreno, dell’inerbimento e del sottofila sono già una pratica di gestione comune nei vigneti DOCG che gli autori dello studio sembrano non sapere e conoscere: basterebbe una semplice visita nei nostri vigneti per rendersi conto di questa oggettiva realtà. Non a caso, chi ben conosce il territorio come il Professor Vasco Boatto (già direttore del Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali dell’Università di Padova e del Centro Interdipartimentale di Ricerche in Viticoltura ed Enologia di Conegliano (Treviso), che puntualmente afferma: “non condivido i risultati del lavoro né nel metodo né nella sostanza; mi limito a far presente che le colline risultano destinate a Prosecco almeno dall'epoca napoleonica, come dimostrano i dati del Catasto Napoleonico, e che sino ad oggi il territorio del Conegliano Valdobbiadene è stato preservato in modo impeccabile. D’altro canto mi risulta che il modello utilizzato è stato sviluppato per terreni con pendenze del 9% ed è ritenuto dalla stessa ARPAV non affidabile per le zone collinari o montane.” Non solo, anche il Prof. Andrea Pitacco, ordinario di viticoltura all'Università di Padova, ancora lo scorso gennaio su ansa.it definiva così lo studio citato “si basa su una metodologia assolutamente insufficiente a dimostrare la reale entità del rischio di erosione nel territorio, e arriva a risultati probabilmente irrealistici, non supportati da alcun dato di misura"..."è basato sull'utilizzo di un modello matematico di erosione in condizioni (elevata pendenza, frammentazione, terrazzamenti irregolari) troppo distanti da quelle per le quali è stato sviluppato, e dove è largamente riconosciuta la sua inapplicabilità. Soprattutto il lavoro non contiene un solo dato di misura". Le allego a questa lettera anche un articolo pubblicato lo scorso febbraio da Tribuna di Treviso in cui l’arch. Saccon, curatore del Dossier di Candidatura delle Colline di Conegliano Valdobbiadene, sostiene che le colline non franano, non sono più fragili di altri territori, non soffrono la presenza dei filari. Insomma, sono proprio la storia e i fatti che possono commentare con oggettività le supposte evidenze di questo pretestuoso studio; storia e fatti che sono realtà e non pretesto. La storia: le vigne del Conegliano Valdobbiadene esistono da oltre trecento anni ed hanno sostanzialmente l’attuale estensione ormai da decine di anni; è proprio il lavoro e la manutenzione delle vigne che garantisce la salvaguardia del territorio. I fatti: il Conegliano Valdobbiadene è prodotto da circa 3.500 viticoltori (è economia diffusa e non è un latifondo di pochi) che nella gran parte vivono nelle stesse aree delle vigne, perché la lavorazione del vino è molto spesso parte della tradizione e cultura tramandata negli anni all’interno delle loro stesse famiglie: è oggettivamente illogico ipotizzare che il loro operare danneggi anche solo marginalmente questi territori che sono il futuro loro e delle loro famiglie. È patetico ritenere che i viticoltori di Conegliano Valdobbiadene non abbiano a cuore la salvaguardia del suolo, oltre che del territorio nel suo insieme. Infatti, sono la storia e i fatti che commentano in concreto le supposte evidenze di questo pretestuoso studio; storia e fatti che sono realtà e nonm pretesto per guadagnarsi qualche visibilità sui media con frasi ad effetto, frutto di modelli matematici e non di concrete realtà. L’immagine di un vino che si "beve il terreno" è certamente emotivamente coinvolgente, ma non ha alcun fondamento scientifico e tanto meno si lega alla realtà di storia e fatti oggettivamente e fisicamente dimostrabili. Quindi, invitiamo sia Lei che gli autori a visitare le nostre colline e a discutere in concreto e sul terreno questi punti controversi, per presentare con oggettività la realtà dettagliata della nostra strategia per la gestione e salvaguardia del suolo all'interno dell’area della DOCG che si tramanda da oltre trecento anni.

Ufficio Comunicazione Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg

La nostra replica

Ringraziando il Consorzio Prosecco per la disponibilità al confronto e per la loro replica è importante per noi fare delle precisazioni. Il consorzio afferma che la ricerca non è attendibile "con la pretesa di definirsi scientifica": Quella da noi ripresa, come dicevamo all'inizio, è una ricerca effettuata da una equipe di esperti dell'Università di Padova pubblicata il 1 maggio da Plos One. Gli autori hanno optato per la modalità pre-print della rivista PLOSE ONE che, in data 10 gennaio 2019, ha rilasciato una versione non peer-reviewed tramite l’archivio pubblico di Life Science BiorXiv.org. La modalità di produzione scientifica pre-print è una pratica diffusa nella comunità scientifica internazionale che consente di amplificare il processo di revisione, di garantire trasparenza, sottoponendo lo studio a un virtuoso controllo e a critiche accademiche costruttive da parte di ricercatori esperti del settore e, infine, di garantire la comunicazione tra ricerca scientifica e società civile. Quindi dispiace che il Consorzio affermi che sia uno studio poco attendibile. Cosa c'è di più attendibile di una rivista scientifica punto di riferimento per accademici di tutto il mondo?

Allarme

Il presente studio, come primo screening dell’erosione potenziale a scala di dettaglio nell’area del Prosecco DOCG, intende fornire dati e informazioni utili a supporto di una gestione più sostenibile del sistema suolo e suggerisce la necessità di sviluppare un sistema pubblico di monitoraggio dei processi erosivi all’interno delle aree di produzione vitivinicola, integrando misure dirette/indirette sul terreno con analisi spaziali alla scala del territorio agricolo, non è un atto d'accusa. Non c'è nessuna campagna contro il Prosecco, piuttosto c'è un'offerta di aiuto, visto che lo studio presenta anche le modalità da attuare per contenere il fenomeno dell'erosione. 

Modello

Viene definito pretestuoso il modello empirico RUSLE: come scritto nell'articolo è una delle metodologie maggiormente utilizzate per la stima dell'erosione, la stessa che utilzza l'Unione Europea. 

Storia?

"La gestione del suolo (e la concreta azione di contrasto dell'erosione) è da tre secoli una costante priorità per i coltivatori del Prosecco Superiore DOCG e i sistemi...". La denominazione Prosecco DOCG è cosa molto più recente e le metodologie di lavoro sono molto cambiate negli anni. Anche i livelli di produzione. 

Dati

"I commenti, non supportati da dati di osservazione nello studio indicano una mancanza di consapevolezza della oggettiva realtà nella gestione dei vigneti sulle colline del Conegliano Valdobbiadene": leggendo queste righe si intuisce che il Consorzio è in possesso di dati che però non sono condivisi. Da una approfondita indagine sul portale della ricerca scientifica mondiale SCOPUS non risultano pubblicati dati sull'erosione nell'area di produzione vitivinicola DOCG. Se quindi il Consorzio ha questi dati, perché non renderli pubblici?

Prof. Boatto e il Pre-print

Nella lettera del Consorio viene riportata la stessa dichiarazione che il prof. Boatto, direttore del centro di ricerche del consorzio, rilascia quando uscirono gli articoli sulla stampa anglosassone che si basavano su poche righe (pre print) pubblicate dallo stesso Plos One, a gennaio. Se come abbiamo detto la modalità di produzione scientifica pre-print è una pratica diffusa nella comunità scientifica internazionale che consente di amplificare il processo di revisione, di garantire trasparenza, sottoponendo lo studio a un virtuoso controllo e a critiche accademiche costruttive da parte di ricercatori esperti del settore e, infine, di garantire la comunicazione tra ricerca scientifica e società civile, non da però la possibiltà a utenti non accreditati, quindi ai non accademici di accedervi. Quindi tutti i pezzi che uscirono in quella fase non si basavano su alcun dato certo. Ci chiediamo se oggi, dopo aver letto la ricerca per intero, il prof. Boatto è sempre della stessa opinione. 

Bere terra

Sempre il Consorzio ci imputa l'utilizzo di una immagine, quella del vino che si beve il terreno, che noi però mai abbiamo usato. Non c'è traccia nè nel nostro pezzo e neppure nella ricerca. Era invece presente nel pre print di cui già abbiamo spiegato in precedenza. 

4 o 3.3?

Nella lettera, alla prima riga, quando viene citato il nostro articolo, il Consorzio parla di 4 kg di terra mentre noi abbiamo sempre citato il dato della ricerca, che è 3.3 Kg. Quello è il dato utilizzato dalla stampa inglese in seguito alla pubblicazione in gennaio della "pre print". 

Invito

Per quanto riguarda l'invito a visitare i vigneti, accettiamo molto volentieri e anzi restiamo assolutamente a disposizione. 

Rettore, scienza e salute

Non ce ne voglia, ma in conclusione volevamo citare un concetto espresso dal magnifico rettore, Rosario Rizzuto, alla conferenza stampa di presentazione del Cicap Festival 2019, nella giornata di martedì 4 giugno, che tra le altre cose ha dichiarato: «Quando la scienza viene messa in dubbio, è sempre a svantaggio dei più deboli. La scienza ha una funzione sociale e va ascoltata e non messa in dubbio, perché agisce per la tutela dei diritti». 

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