I cittadini di Conselve: «Il presidente della provincia Bui difende Bonollo ma censura chi vive un disagio gravissimo»

Sulla pagina social di Bui cancellati i commenti di chi gli contesta dichiarazioni che ha rilasciato proprio a Padova Oggi, dove esclude che i fumi della distilleria causano rischi alla salute

Le parole che ha rilasciato a Padova Oggi il presidente della provincia, Fabio Bui, sul caso della distilleria Bonollo non sono state molto apprezzate dai cittadini di Conselve. In quell’occasione gli si chiedeva un commento e un giudizio sull’incontro avuto in prefettura ai quali erano presenti anche i vertici dell’azienda proprietari dello stabilimento la cui convivenza con la gente del posto si è fatta sempre più pesante. I vertici aziendali, che non erano andati in gennaio a uno stesso incontro in cui c'era anche una rappresentanza di cittadini e che non hanno mai risposto alle numerose sollecitazioni per sentire la loro versione sulla vicenda, secondo il presidente Bui sono stati invece molto disponibili e collaborativi.

Bonollo 

Che il caso Bonollo continui a tenere banco è un fatto ma sono anni che si ripete questa situazione in cui gli abitanti del comune del padovano denunciano non solo i cattivi odori ma anche la presenza di polveri nere che si accumulano sulle pareti, sulle finestre, sugli oggetti. Il presidente della provincia, dichiara proprio in quella occasione, che «non ci sono rischi per la salute ed è solo una questione di odori e che si lavora per risolvere il problema che crea effettivamente un disagio». La gente del posto chiaramente non è d’accordo e non prende bene queste parole. Così sui social network sono cominciati a comparire numerosi commenti, di diverse persone, assolutamente critiche con quanto dichiarato dal presidente.

Cittadini

Alcune persone ci hanno contattato poi direttamente per farci sapere come è stata presa quella dichiarazione da quelle parti. Così scopriamo che sulla pagina Fb del presidente della provincia, Fabio Bui, c’è chi comincia a porgli qualche domanda. Tutti questi “commenti”, tutti assolutamente educati e circostanziati, vengono prontamente rimossi dalla pagina. Quasi immediatamente. La cosa ha creato ancora più malcontento e gli screenshot dei commenti cancellati hanno cominciato a circolare alla velocità della luce sulle varie chat di persone del posto e non solo.

Domande

Più che i commenti, che come abbiamo potuto verificare sono assolutamente rispettosi, non ci sono offese o frasi volgari, la cosa che ha creato davvero malcontento è stata la cancellazione delle tante domande che le persone gli ponevano. Tutte, inevitabilmente, sulla questione salute che è quella che preoccupa di più tutti gli abitanti.

Censura?

La critica più frequente è quella riguardante la dichiarazione sul non rischio per la salute. Il presidente esclude che ci siano dei rischi in tal senso, loro si chiedono come fa ad esserne così certo.  Così contattiamo telefonicamente persone del posto: «I tecnici di Arpav fanno visita a tutte le persone che segnalano disagio e verbalizza le dichiarazioni. Sono molto attivi in questo periodo, almeno questa è l’impressione che abbiamo. La situazione non è  affatto cambiata ed è sempre pesantissima. L'esasperazione delle persone ha superato ogni limite».

Poca trasparenza

Un altro aspetto che in diversi ci hanno posto all’attenzione riguarda però proprio Arpav: «Numerose persone hanno fatto richiesta di accesso agli atti, presso gli uffici Arpav, soprattutto per sapere che cosa è stato rilevato dalla centralina che è stata in funzione fino a fine gennaio. Queste persone stanno ricevendo in risposta delle raccomandate che indicano come fare correttamente tale richiesta, piuttosto che una risposta sui dati rilevati», fanno sapere tutti quelli ai quali abbiamo chiesto. Che Arpav non possa spedire a chiunque dei dati in suo possesso, sta nell’ordine delle cose, ma è l’ennesimo episodio che i cittadini interpretano come una mancanza di trasparenza. Un po’ come quando si cancellano dei commenti da Fb o non ci si presenta a un incontro ufficiale sostenendo che però va tutto bene.

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