«Serve un grande parcheggio vicino al centro storico»: il pensiero di Aci Padova sul tema mobilità

Si è chiusa, al Museo diocesano di Padova, la due giorni di convegni - organizzata da Aci e Università di Padova - “Passato, presente, futuro della Mobilità”

Si è chiusa, al Museo diocesano di Padova, la due giorni di convegni - organizzata da Aci e Università di Padova - “Passato, presente, futuro della Mobilità”. Dopo le sessioni con i professori del Dipartimento di Ingegneria e i tecnici di FCA-CRF, Ferrari, Dallara, Ducati, Carraro, Enel e ACI, i dibattiti si sono conclusi con una tavola rotonda, presieduta dal giornalista Maurizio Melis, di Radio24, che ha coinvolto direttamente anche alcuni studenti dell’Istituto Bernardi di Padova. 

Il futuro dell'auto

Spiega Luigino Baldan, presidente dell’Automobile Club Padova: «In questi due giorni non abbiamo parlato solo di auto, aria, particelle inquinanti o batterie, cioè di cose. Abbiamo parlato soprattutto dell’uomo, del suo diritto ad esistere e a respirare aria pulita, certo, ma anche a muoversi, ad esplorare, ad evolversi senza violare i diritti degli altri. La mobilità di cui l’uomo ha bisogno non è semplicemente una mobilità green. L’uomo ha bisogno di una mobilità intelligente, che non discrimini categorie sociali, perché più povere o lontane. L’auto a trazione elettrica sarà la protagonista di questa mobilità? Probabilmente sì, ma solo a patto di essere altrettanto intelligente e quindi green, dall’inizio alla fine del suo ciclo di vita, specie per quanto riguarda le fasi di ricarica e smaltimento delle batterie. E a patto che non diventi un mezzo per giustificare nuove forme di sfruttamento: gran parte del cobalto, necessario per comporre le batterie elettriche, si estrae, in un’unica regione del mondo, ovvero il Congo».

Park in centro

Il presidente Baldan prosegue poi parlando di un argomento di stretta attualità: «E le vecchie auto con motore a scoppio? Io credo che saranno ancora parte della nostra vita per anni, nonostante tutto. Bisogna accettarlo e ridurre, senza crociate, il loro impatto sull’inquinamento, cui contribuiscono in una quota comunque minoritaria rispetto ad altre fonti. E per ridurre questo impatto bisogna, soprattutto nelle città, avere il coraggio di sperimentare nuove soluzioni. Realizzare un grande parcheggio, vicino al centro storico, a qualcuno potrebbe sembrare un’idea vecchia, ma a Padova sarebbe nuovissima: proviamola. Da Bolzano a Verona ha funzionato. Siamo soddisfatti per l’ottima riuscita di questa due giorni: il primo tentativo di mettere di fronte i migliori esperti del settore con professori dell’Università di Padova, studenti e appassionati di motori e mobilità. Abbiamo chiuso gli incontri con una certezza: il prossimo anno ripeteremo quest’esperienza, cercando di coinvolgere ancora di più i padovani, veri eredi di una tradizione automobilistica che in molti nemmeno conoscono».

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