Inserimento lavorativo dei disabili, la Regione Veneto approva un nuovo piano di interventi

Spiegano l’assessore al lavoro Elena Donazzan e l’assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin, che hanno concordato il provvedimento: «Si tratta di una scelta qualificante che aumenta di quasi il 50 per cento le risorse annualmente messe a bilancio fino al 2017»

Un nuovo piano di interventi per l’inserimento lavorativo dei disabili del valore di 12,9 milioni di euro è stato approvato dalla Giunta regionale del Veneto.

Risorse annuali in aumento del 50%

Spiegano l’assessore al lavoro Elena Donazzan e l’assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin, che hanno concordato il provvedimento: «Si tratta di una scelta qualificante che aumenta di quasi il 50 per cento le risorse annualmente messe a bilancio fino al 2017. La maggiore disponibilità finanziaria è stata possibile sia dall’incremento dei versamenti delle aziende esonerate dall’obbligo del collocamento mirato o destinatarie di sanzioni per non aver rispettato gli obblighi di legge, sia dall’atteso trasferimento delle risorse del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili relative agli anni 2006-2015».

Le novità

La prima voce (i proventi dalle aziende) vale 12 milioni di euro, la seconda, quella relativo al Fondo nazionale, vale 900 mila euro. Sottolinea l’assessore Donazzan: «Il fondo regionale per l’occupazione dei disabili cambia prospettiva. Le risorse sono state spostate dalla mera imposizione alle aziende di un obbligo di legge ad una nuova visione che mette al centro la persona disabile a partire dalle sue competenze. L’obiettivo è evitare inserimenti forzati e improduttivi e favorire, invece, la valorizzazione delle risorse di ogni persona, anche se parzialmente compromesse. Piano e obiettivi sono stati elaborati e condivisi con l’apporto e la condivisione dell’apposita commissione per l’occupazione dei disabili, della quale fanno parte sindacati e associazioni dei disabili, nell’ambito dell’organismo regionale di concertazione tra le parti sociali. Due in particolare - riassume l’assessore - le novità del nuovo piano regionale 2019-2020. Sono stati incrementati gli incentivi alle aziende che assumono a tempo indeterminato, anche in sostituzione agli incentivi nazionali erogati dall’Inps qualora il fondo nazionale sia incapiente; nel contempo, aumentano le risorse per la formazione dei disabili e per strumenti di politica attiva come i tirocini, al fine di superare lo storico ‘gap’ di competenze e qualifiche che penalizza le persone con difficoltà fisiche o psichiche. L’obiettivo è ridurre il numero dei disabili che rimangono per anni iscritti alle liste di collocamento mirato senza riuscire ad ottenere una opportunità di lavoro o di formazione, a causa dell’età, del grado di disabilità, del basso titolo di studio e del lungo periodo di inoccupazione/disoccupazione». Nel 2018, infatti, su 27.412 persone con disabilità iscritte alle liste del collocamento mirato in Veneto, quelle effettivamente avviate al lavoro sono state 5.529. Le assunzioni a tempo indeterminato sono state 2.655, di cui solo 115 con invalidità psichica o intellettiva. Nel contempo si sono registrate oltre 10 mila assunzioni a tempo determinato.

Incentivi e agevolazioni per le imprese

Nei confronti delle aziende la Regione Veneto ha messo in programma incentivi sostitutivi a quelli Inps (previa convenzione con l’Istituto nazionale di previdenza sociale) per quegli imprenditori che assumono a tempo indeterminato persone con disabilità fisiche superiori al 66% o con disabilità psichica e intellettiva superiore al 45%, oppure per chi assume a tempo determinato per almeno 12 mesi persone con disabilità psichica e intellettiva. La Regione conferma, inoltre, i contributi per l’adattamento del posto del lavoro (fino a 20 mila euro per ogni intervento), i 5 mila euro di agevolazione per ogni assunzione a tempo indeterminato di iscritti al collocamento mirato che abbiano una percentuale di invalidità inferiore al 67%, con priorità per i disabili a bassa scolarità, per gli over 45 o con invalidità sensoriale. Al fine di favorire l’inserimento lavorativo degli iscritti ‘cronici’ al collocamento obbligatorio, la Regione quest’anno incentiva anche assunzioni a tempo determinato di disabili over 62 o che non abbiano avuto alcuna esperienza lavorativa negli ultimi 24 mesi e non percepiscano alcun ammortizzatore sociale. Sono previsti, inoltre, interventi formativi nei confronti dei neo-assunti, per aiutare i disabili ad adeguarsi alle esigenze espresse dall’impresa.

Politiche attive

La Regione Veneto aumenta le risorse per tirocini professionalizzanti per le persone disabili. Da quest’anno finanzierà sia i tirocini promossi dai Centri per l’impiego (che prevedono una indennità di partecipazione di 5 euro l’ora fino ad un massimo di 600 euro al mese per tirocinante), sia - novità - quelli promossi dai Servizi di inserimento lavorativi delle Ulss. L’obiettivo è di attivare con i SIL 250 tirocini con una durata massima di 18 mesi e una indennità di partecipazione di 450 euro, per un totale di spesa di 2 milioni di euro. Sono previsti inoltre voucher e rimborsi per percorsi di inserimento lavorativo promossi dai soggetti privati accreditati per i servizi per il lavoro, in accordo con i Centri per l’impiego, e da cooperative sociali. Per questo terzo tipo di politiche attive lo stanziamento previsto è di 3 milioni di euro.

Istruzione e formazione

Il piano 2019-2020 investe, in via sperimentale, oltre un milione di euro per migliorare il grado di istruzione e la formazione delle persone disabili. Aggiunge l'assessore Donazzan: «Il 64% dei disabili iscritti alle liste di collocamento mirato è in possesso solo della licenza elementare o di scuola media; i laureati o con diploma di alta qualifica sono appena il 3 per cento. Favorire con contributi e didattica di sostegno l’accesso alla scuola secondaria superiore o ai percorsi di qualifica professionale è il primo passo per sostenere l’inserimento sociale e lavorativo e per affermare concretamente la pari dignità delle persone». Gli interventi previsti sono il buono-scuola per i disabili che frequentano le scuole del secondo ciclo, contributi fino a 800 euro l’anno per le spese di iscrizione a corsi universitari, accademie o Its, e contributi fino a 600 euro al mese per 6 mesi per chi frequenterà tirocini propedeutici all’abilitazione professionale. La Regione conferma, inoltre, anche per il prossimo anno, i contributi per le spese di residenzialità per ipovedenti e non vedenti che frequentano i corsi per centralinista telefonico.

Percorsi pre-lavorativi

Tra le novità del nuovo piano regionale per il collocamento mirato c’è lo stanziamento di 1,9 milioni di euro per contribuire all’adeguamento strutturale dei laboratori dei centri diurni e delle comunità per disabili. «Si tratta di un intervento sperimentale - conclude l’assessore Lanzarin - propedeutico a futuri inserimenti nel mondo del lavoro, per aiutare le persone con maggiori difficoltà ad acquisire competenze e abilità specifiche che, in prospettiva, potranno favorire l’accesso ad eventuali tirocini o percorsi di collocamento in azienda. Anche questo è un modo per investire nella formazione, in particolare delle persone con problemi fisici e psichici più complessi, per aprire percorsi di possibile inserimento occupazionale in azienda».

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