Oltre 150mila euro per la ricerca sul Parkinson: la donazione di Bruno Mastrotto

La somma sarà destinata a supportare l’acquisto di un innovativo caschetto per la stimolazione elettrica e di personale specializzato per supportare la ricerca per la cura di una delle più diffuse malattie neurodegenerative

I malati di Parkinson in Europa sono quasi un milione e mezzo, di cui 250mila in Italia e 25 mila in Veneto. Ed aumenteranno sensibilmente entro il 2050 perché, con l’invecchiamento generale della popolazione, le patologie neurodegenerative sono destinata a superare ampiamente nei numeri le malattie oncologiche. L’Unità Parkinson e Disturbi del Movimento di Padova, coordinata dal prof. Angelo Antonini presso la la Clinica Neurologica dell’Azienda Ospedale Università di Padova segue oltre 1500 pazienti con Parkinson ed altre malattie neurodegenerative ed è il primo centro per numero di pazienti e volume della ricerca nel Triveneto.

La donazione

Il gruppo di ricercatori coordinati dal Professor Antonini sta facendo molti progressi legati soprattutto all’attività di ricerca, attività che richiede cospicui finanziamenti e team di ricercatori di alto livello. Per questo motivo risulta particolarmente importante la donazione di fondi anche da soggetti privati, come è il caso del sig. Bruno Mastrotto, che ha finanziato l’Unità Parkinson di Padova con 154mila euro, una somma che sarà destinata a supportare l’acquisto di un innovativo caschetto per la stimolazione elettrica e di personale specializzato per supportare la ricerca per la cura di una delle più diffuse malattie neurodegenerative. Bruno Mastrotto (creatore anche del Parkinson Cafè ad Arzignano, luogo di accoglienza e condivisione per i malati ed i loro familiari, realtà unica nel suo genere in Italia) è fondatore, insieme al fratello Santo, del Gruppo Mastrotto, uno dei principali players internazionali nel settore conciario.

I commenti

Spiega il prof. Angelo Antonini, responsabile dell’Unità Parkinson: «La nostra intenzione è quella di utilizzare l’importante donazione per acquistare uno strumento innovativo che consenta di stimolare le aree deficitarie nel Parkinson e contrastare in modo mirato il declino cognitivo. I nostri recenti studi ci dicono che esistono cambiamenti nelle connessioni cerebrali che possono essere corretti stimolando i circuiti alterati in modo mirato. L’obiettivo è di migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti evitando che i deficit motori e cognitivi ne riducano l’autonomia». Commenta Bruno Mastrotto: «Conosco bene questa malattia e quanto sia necessario affrontarla in un’ottica non solo farmacologica ma anche sistemica. Da un lato l’informazione ai pazienti ed ai familiari su come affrontare il Parkinson - che abbiamo cercato di stimolare con il Parkinson café - e dall’altro la Ricerca, oggetto di questo progetto, sono aspetti fondamentali nella lotta a questa patologia. Sono certo che, grazie al lavoro di tutti gli attori coinvolti in questa iniziativa, si potranno fare passi importanti per migliorare la qualità della vita di tante persone. Sarà questa per me la gioia più grande».

Collaborazione con Unipd

«Stiamo collaborando con molti ricercatori dell’Università di Padova - continua il Professor Angelo Antonini - in particolare con il Dipartimento di Psicologia Generale e quello di Biologia per coordinare la nostra ricerca e sviluppare terapie innovative partendo dalla comprensione dei meccanismi alla base della degenerazione. Abbiamo un team di giovani e dinamici ricercatori con competenze multidisciplinari che sono necessarie per fronteggiare la complessità delle malattie che trattiamo. Siamo un centro di riferimento non solo per il Parkinson ma anche per malattie più rare come l’Atrofia Multisistemica, la Paralisi Sopranucleare Progressiva e la corea di Huntington. Questi disturbi sono caratterizzati come il Parkinson dall’accumulo di proteine nel sistema nervoso che vanno a compromettere le funzioni delle cellule alterando sia i circuiti motori che quelli cognitivi. Nuovi strumenti di stimolazione cerebrale e trattamenti innovativi che modificano il decorso della malattia ci fanno sperare per un futuro migliore per tutti coloro che ne sono affetti». Conclude il professor Maurizio Corbetta direttore della Clinica Neurologica di Padova. «La Clinica Neurologica continua ad attirare importanti finanziamenti che permettono di consolidare la nostra leadership nella cura delle malattie acute e croniche del sistema nervoso. Ci stiamo impegnando per avere nuovi spazi per la clinica e per la ricerca, e per far fronte al numero crescente di trattamenti in sviluppo in Neurologia. La cura di malattie di grande impatto sociale come il Parkinson e l’Alzheimer rappresenta la sfida del futuro e ci attrezzeremo per far fronte alle crescenti esigenze del territorio».

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