Appello di Federnuoto Veneto e Assonuoto: «Stop allarmismo, le piscine sono ambienti sicuri»

Un appello lanciato congiuntamente dal Comitato Regionale Veneto della Federazione Italiana Nuoto e da Assonuoto per fare fronte comune contro l'emergenza Coronavirus

«Basta allarmismo, le piscine sono aperte e sono ambienti sicuri». Un appello lanciato congiuntamente dal Comitato Regionale Veneto della Federazione Italiana Nuoto e da Assonuoto, l’associazione che rappresenta i gestori degli impianti natatori della regione, per fare fronte comune contro l'emergenza Coronavirus e la situazione di apprensione e paura generata dalla diffusione dell'influenza. 

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Le piscine sicure

«Le piscine, proprio per le caratteristiche igienico-sanitarie che le contraddistinguono, sono ambienti particolarmente sicuri - hanno ribadito i rappresentanti delle grandi piscine pubbliche del Veneto, radunatisi negli scorsi giorni per un consiglio straordinario del direttivo di Assonuoto - Come confermato dalle più autorevoli fonti scientifiche, infatti, il principio impiegato per la disinfezione preventiva contro il virus è a base di cloro, elemento utilizzato tradizionalmente nel trattamento dell’acqua delle piscine». Il valore in termini di sicurezza degli impianti natatori è stato confermato, di fatto, dall'ultimo decreto del governo, in cui si stabilisce che le piscine in Veneto possono restare aperte per lo svolgimento dell'attività ordinaria (sono sospesi, invece, eventi e competizioni sportive). «Tutti i locali sono sottoposti costantemente a lavaggio e disinfezione - proseguono i gestori delle piscine pubbliche del Veneto - e garantiscono le condizioni ideali per lo svolgimento delle attività didattiche e sportive in tutta sicurezza, come previsto dalle norme igienico-sanitarie e dal piano di autocontrollo adottato obbligatoriamente da tutti gli impianti natatori». Un messaggio lanciato con l’obiettivo di superare il «Clima di incertezza generato dal diffondersi del virus e dalle iniziative spesso contraddittorie e incerte, adottate per limitarne la diffusione», che a partire dallo scorso 23 febbraio, come denunciato in una comunicazione inviata da FIN Veneto alle società affiliate, hanno causato una «Inevitabile, drastica diminuzione di frequenza degli impianti sportivi, anche dopo l’autorizzazione ricevuta per la ripresa delle attività ordinarie». Una situazione, si legge nella lettera, che sta mettendo «in seria difficoltà sia il regolare svolgimento delle attività sportive che la gestione delle manifestazioni […] e, soprattutto, il regolare funzionamento dei nostri impianti, gravato da importanti costi gestionali». 

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