Il giusto omaggio: oltre 750 persone alla festa dei volontari della Città della Speranza

Tenutasi a Travettore di Rosà domenica 8 luglio, con tanto di raccolta fondi che ha raggiunto i 14mila euro. Masello: "Servono altri cento ricercatori"

L'importante anello di una lunga catena di solidarietà. Cresce di anno in anno il numero di partecipanti alla “Festa dei volontari e simpatizzanti della Fondazione Città della Speranza”. Domenica 8 luglio, ospiti per la quarta volta consecutiva nel parco del Caseificio Urbano Castellan a Travettore di Rosà, sostenitore della prima ora della Onlus, vi erano 750 persone, ovvero 150 in più rispetto all’edizione 2017.

"Procediamo con coraggio"

Bambini, giovani, adulti e anziani, provenienti da varie zone del Veneto, in primis dalle province di Vicenza e Padova, hanno trascorso una giornata all’insegna dell’allegria e della condivisione, oltre che del buon cibo, per ribadire il proprio appoggio alla Fondazione e all’importanza della ricerca per curare le più gravi malattie pediatriche. Lo conferma anche il risultato della raccolta fondi che ha raggiunto i 13.760 euro. Afferma il presidente Stefano Galvanin: “La ricerca genera un volano virtuoso e la gente crede in noi perché sa come lavoriamo e sa che non ci sono sprechi. Abbiamo aspettative enormi ed è pertanto necessario procedere con coraggio. Sarebbe bello vedere in questo parco, un giorno, tutti i bambini guariti”.

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"Servono altri cento ricercatori"

Il fondatore Franco Masello ha sollecitato ciascuno a fare la propria parte: “Fare volontariato non significa essere buonisti, ma intelligenti e desiderosi di occuparsi di noi stessi. Non possiamo delegare il noi stessi alla politica, ma quest’ultima deve impegnarsi a rendere trasparente il volontariato e a non lasciarlo alla libera iniziativa. Solo l’unione fra le due componenti potrà dare risposte concrete e garantire, nel caso della Fondazione, continuità alla ricerca. Ciò significa portare altri cento ricercatori in Istituto di Ricerca Pediatrica, per i quali servono 5 milioni di euro in più. Per compiere questo balzo, ognuno deve fare la propria parte”. Hanno portato il loro saluto anche il sindaco di Rosà Paolo Bordignon, il suo vice Simone Bizzotto, l’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin e la ricercatrice Lara Mussolin.

Quasi 400 kg di carne

Il successo della tradizionale festa, allietata dall’intrattenimento di Giancarlo Bernardi, è stato reso possibile grazie ai tanti partner che hanno collaborato all’organizzazione: dalle aziende che hanno offerto i cibi ai vari gruppi di volontari, alpini e donatori di sangue che si sono prodigati nella lunga cottura (ben 25 ore) della carne di sorana allo spiedo di 393 kg, nell’allestimento delle tavole e nel servire i commensali.

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