Padova terz’ultima in Italia per per spesa pro capite nel gioco d’azzardo legale

L'assessore Antonio Bressa: «Giocare in modo moderato e responsabile non è un problema, dobbiamo però evitare che si trasformi in una dipendenza con gravi ripercussioni»

Padova terz’ultima in Italia per spesa pro capite nel gioco d’azzardo legale. E’ il dato che emerge dall’inchiesta del Sole24Ore pubblicata martedì che traccia una fotografia della passione- spesso smodata- per il gioco degli italiani, partendo dai dati ufficiali 2017 del Ministero delle Finanze. Sveliamo subito dove si gioca di più: è Prato a detenere il record con 672 euro di spesa pro capite per il gioco d’azzardo legale. Padova invece sorprende perché si piazza al 97° posto -su 100- della classifica con una spesa media di 182 euro l’anno.

Rischio compulsività

Questo non vuol dire che a Padova e provincia si giochi poco (e in effetti il gettito per lo Stato al netto delle vincite, è stato di 127,9 milioni ) ma che la giocata media è comunque più bassa. Un segnale positivo, in un mondo che per quanto legale, ha comunque delle criticità per il rischio di comportamenti compulsivi che possono portare a vere e proprie ludopatie. In arrivo anche una novità importante: dal prossimo anno slot machine e video lottery saranno dotate di un sofisticato sistema di lettura della tessera sanitaria con l’obiettivo di rendere impossibile, o almeno molto difficile, il gioco ai minorenni. L’assessore alle attività produttive Antonio Bressa commenta: «Giocare in modo moderato e responsabile non è un problema, dobbiamo però evitare che si trasformi in una dipendenza che ha gravi ricadute sia psicologiche che economiche per chi ne è vittima. Il nostro regolamento comunale, che ovviamente recepisce anche le normative regionali e nazionali, va in questa direzione: evitare che i soggetti più deboli siano vittime di dipendenza da gioco. Abbiamo limitato per videogiochi e slot machine l’orario di accensione delle macchine, proprio per limitare il fenomeno che vede persone “incollate” alla slot per ore, completamente avulse dal mondo circostante e risucchiate in un gioco compulsivo. La stessa attenzione la riserviamo anche per le sale gioco, in particolare il rispetto degli orari e della distanza da luoghi sensibili come ad esempio le scuole. Il dato che emerge dall’inchiesta del Sole 24 Ore, non deve farci abbassare la guardia rispetto alle attenzioni che vanno riservate al gioco d’azzardo, anche se ovviamente ci fa piacere che la nostra città dimostri un approccio al gioco più razionale e moderato di altre realtà italiane».

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