Dubbi legislativi e ambiguità tributarie minano il futuro degli hotel nella zona delle Terme

Boaretto: «Il diverso trattamento fiscale tra alberghi di Abano e Montegrotto sta causando fortissimi svantaggi competitivi per questi ultimi»

Non è nuova la questione dello scarico acque per gli imprenditori di Abano e Montegrotto, un problema annoso al quale si sta cercando di mettere la parola fine. A spaventare gli albergatori è la diversa maniera in cui i due comuni intendono porre fine alla questione, generando dubbi legislativi e ambiguità normative che si riflettono nelle differenze di trattamento tributarie. 

Le grandi difficoltà

«L’ambiguità alla quale mi riferisco ci pone in grande difficoltà, ma di fatto la tassazione locale è trattata in maniera molto differente dalle due Amministrazioni dei due principali comuni termali, spiega Emanuele Boaretto, Presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto- Il dialogo che si è instaurato con Abano sul merito dello scarico delle acque termali, ci ha consentito di trovare un accordo che presto ci porterà a chiudere il contenzioso e a pianificare il futuro utilizzando al meglio la risorsa geotermica, legando le richieste alle effettive spese che il Comune andrà a sostenere. Non riusciamo, però, a trovare omologhe soluzioni con Montegrotto. Pur essendo imputata la medesima Associazione di Categoria, con lo stesso tipo di aziende, di turismo e di difficoltà, il trattamento riservato alle strutture sampietrine le mette nell’ennesima posizione di svantaggio».

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I problemi tra i due comuni

«Nonostante 17 strutture scarichino direttamente sugli scoli del Consorzio al quale viene corrisposta la tariffa per la gestione degli scarichi, anziché instaurare un confronto utile a risolvere il contenzioso, come fatto con Abano Terme, è stato eretto un muro che già sta riflettendosi pesantemente su alcune attività. Ad oggi il Comune non ha fornito, su precisa richiesta di accesso agli atti, le spese in chiaro che lo stesso dice di aver sostenuto per le pulizie delle condotte, nonostante i 16 ricorsi al Giudice per chiarire in maniera definitiva se vi sia un dovere da parte degli albergatori di corrispondere queste somme. Tuttora non capiamo perché da 20 anni Montegrotto sia trattata in maniera nebulosa al punto da non poter ottenere documenti di spesa (stante il beneficio del dubbio che questa spesa si sia sostenuta) che ad Abano Terme vengono forniti seduta stante. E l’assurdità della faccenda raggiunge punti apicali quando si pensa che oltre a doverci sobbarcare le spese legali per difendere le strutture dal nostro Comune, in qualità di albergatori e cittadini stiamo pagando anche le spese legali del Comune stesso che ci attacca. Non ci sono né giustificazioni né scuse, l’Associazione è la medesima, gli imprenditori altrettanto, eppure le Amministrazioni al di là e al di qua del confine tra Abano e Montegrotto trattano l’imprenditoria turistica e i lavoratori in maniera opposta, favorendo esplicitamente il turismo aponense a discapito di quello sampietrino, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti e chiusure che si stanno esplicitando. Ci chiediamo se i nostri Amministratori si interroghino sulla ragione per la quale chiudono gli alberghi, se si domandino per quali motivi molti lavoratori si trovino senza occupazione.Tutti hanno delle responsabilità in queste criticità, ma è sotto gli occhi di tutti che le Amministrazioni per anni abbiano preteso energie e risorse inique rispetto a quanto hanno offerto, dal Governo centrale alle Amministrazioni locali, e che con parte di queste risorse si sarebbero potuti fare interventi migliorativi e ristrutturazioni al fine di rendere più competitive le aziende nel panorama europeo»-

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