I segreti per una convivenza felice? Per i padovani servono ordine e... niente ospiti!

Ordine, impegni mantenuti, collaborazione e rispetto della privacy familiare sono i capisaldi per vivere bene tra le mura domestiche. E per rimediare? Dialogo e compromessi

Per il 50% dei padovani il disordine in casa è la principale causa di litigi. Niente paura, con il dialogo si risolve tutto, ma occhio agli ospiti indesiderati. E allora due cuori e una capanna? Sì, purché sia ordinata.

Attenti ai dettagli

L’Osservatorio Sara Assicurazioni(*), compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, ha tratteggiato un quadro della convivenza in famiglia. La casa è da sempre uno dei beni più preziosi per gli italiani, da difendere da ogni attacco o pericolo: ladri e incidenti domestici possono causare danni materiali, che si possono prevenire grazie a polizze assicurative o sistemi di sicurezza, ma secondo la ricerca anche il tubetto del dentifricio lasciato aperto, le luci accese in tutte le stanze, piccoli lavori domestici lasciati a metà o fatti male, o semplicemente il disordine, possono mettere a dura prova le convivenze. E Padova rispecchia il dato nazionale.

Su che cosa si litiga?

Se il caos è la causa scatenante dei malumori tra le mura domestiche per il 50% degli intervistati in provincia, si litiga anche per i piccoli gesti quotidiani o perché si hanno visioni differenti sulla gestione della casa (39%) che richiedono una decisione comune. Attenzione anche alle faccende domestiche: chi non collabora ha il 54% di probabilità di concludere la giornata con un litigio. Il 21% non tollera la violazione della propria privacy e reclama i suoi spazi personali, mentre ci si rivela più tolleranti nei confronti di rumori e musiche ad alto volume: solo il 16% degli italiani li ritiene infatti la principale fonte di discussione.

Le soluzioni

Ci sono modi per ovviare a questi disagi e risolvere i problemi senza incorrere in spiacevoli conseguenze? Per il 63% degli intervistati sì, e la chiave per la riappacificazione è il dialogo. C’è chi cerca un compromesso (32%) e chi, molto saggiamente, accetta il rimprovero e cerca di migliorare (30%). Ci sono poi i più romantici, che cercano di addolcire la propria metà compiendo gesti gentili (23%). Fortunatamente, solo l’8% rientra nella categoria dei pessimisti cronici, di quelli che pensano che i rapporti non si risolvono mai pienamente.

I parenti, un amore da tenere... a debita distanza

Secondo la ricerca, la convivenza può essere messa a dura prova anche a causa dei rapporti con altri familiari, e non solamente con la suocera, come si potrebbe immaginare. Quasi un padovano su due (40%), infatti, ha ammesso di non essere disposto a convivere con altre persone della propria famiglia, senza fare distinzione tra genitori, fratelli o, appunto, suoceri. Alcuni temono di perdere la propria privacy, per altri potrebbero rappresentare solo un peso, c’è chi sostiene che sarebbero fonte di litigio e, addirittura, c’è chi ha dichiarato che più lontano sono, meglio è. In ogni caso, il 23% sarebbe disposto adospitarli solo in casi di estrema necessità e, specialmente, solo per brevi periodi (20%), legati a difficoltà economiche o problemi di salute. E se parenti e amici abitassero lontano e volessero fare una bella sorpresa? Anche in questo caso, i padovani non hanno dubbi. Dai risultati della ricerca, gli intervistati della provincia euganea non fanno distinzione tra parenti e amici: oltre la metà (52%) li ospiterebbe volentieri, ma solo per pochi giorni, mentre il 12% sarebbe ben contento di invitarli a pranzo o cena, a patto che a dormire vadano in albergo. Un 24%, infine, dichiara di essere disposto a ospitare i parenti per tutto il tempo necessario, dimostrando di rimanere legato alla tradizione.

(*)Indagine Cawi condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2018 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.

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