Legge regionale sui parchi, Coldiretti: "Ci siano gli agricoltori nella governance"

Si è riaperta in questi giorni la discussione sulle aree protette e Coldiretti Padova invoca la presenza nel consiglio di gestione del Parco colli Euganei dei produttori del territorio

“Riconoscere espressamente la partecipazione degli agricoltori nella governance delle aree protette, a partire dal nostro Parco dei colli Euganei”: è quanto sollecita Coldiretti Padova in merito alla recente ripresa, dopo un anno, della discussione sulla legge regionale sui parchi in commissione consigliare.

L'agricoltura sui colli Euganei

“L'agricoltura ha oggi un ruolo di primaria importanza nella conservazione del territorio, delle risorse naturali e per il mantenimento della biodiversità - sostiene Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova -. Riconoscere al settore primario una sua intrinseca multifunzionalità significa considerare l’attività agricola anche dal punto di vista di un ruolo ambientale, culturale e di servizio. Non dimentichiamo poi il peso e il ruolo dell’agricoltura proprio nel Parco dei colli Euganei, dove è l'attività predominante oltre che il principale elemento paesaggistico". Si pensi alla viticoltura o alla coltivazione dell’ulivo, all’attività agrituristica, all’apicoltura e alle molte altre produzioni d’eccellenza presenti nell’area del parco. Inoltre il Testo unico sulla viticoltura apre proprio con il riconoscimento del vino, della vite e dei suoi territori come patrimonio culturale nazionale da tutelare, un aspetto che nei colli Euganei è quantomai evidente.

L'attenzione degli agricoltori ai problemi reali

Miotto invoca la presenza diretta degli agricoltori nella governance del parco, che dovrebbe essere garantita proprio per la specifica vocazione del territorio. "Chi meglio degli agricoltori conosce l’area dei colli Euganei, chi meglio di loro vive quotidianamente a stretto contatto con un ambiente fragile e prezioso, da valorizzare e da tutelare allo stesso tempo?" ricorda il presidente, sottolineando la necessità di affrontare i problemi reali del parco, a partire dalla presenza dei cinghiali, da anni una vera e propria emergenza che mette a rischio l’ambiente e l’agricoltura stessa.

Il Veneto come esempio virtuoso

In questo quadro i parchi debbono diventare luoghi di eccellenza dove sperimentare nuove e più avanzate forme di politica agro-ambientale. “Proprio il Veneto - insiste Coldiretti - potrebbe diventare un banco di prova per un dialogo possibile tra amministratori, tecnici e produttori, veri protagonisti della valorizzazione del patrimonio naturale e rurale. In quanto rispettosi delle regole e degli equilibri mantengono vivo un tessuto sociale, economico, storico che permette a chi ci vive di godere della bellezza di un paesaggio curato”.

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