Liceali in corteo contro la riforma della maturità. Rete degli studenti medi: «Non sono cavie»

I rappresentanti degli istituti cittadini hanno indetto una manifestazione apolitica a cui hanno aderito anche alcuni sindacati contro le novità che interesseranno i prossimi maturandi

Il corte lungo via Barbarigo

Nel giorno che celebra il 797esimo anno accademico dell'università e l'anniversario dei moti rivoluzionari del 1848, centinaia di studenti padovani sono scesi in piazza a protestare.

Il corteo

Nulla a che vedere, però, con la tradizione goliardica che oggi elegge il suo rappresentante. I protagonisti del corteo che si è snodato per le vie del centro storico sono tutti studenti degli istituti superiori, in particolare dell'utimo anno. Millecinquecento secondo uno degli organi aderenti, il sindacato Rete degli studenti medi, che con una nota stampa traccia un primo bilancio. Gli alunni delle classi quinte al mondo universitario si affacceranno solo dall'anno prossimo, o almeno sperano di poterlo fare. Perché di mezzo c'è la tanto temuta maturità, oggetto di una riforma che a partire dal 2019 prevede non poche novità. Novità mal digerite dai rappresentanti degli studenti delle scuole cittadine che hanno organizzato la manifestazione. «Gli studenti non sono più disposti ad accettare passivamente una riforma così evidentemente ingestibile nelle tempistiche e nelle modalità» commentano attraverso il coordinatore regionale di Rete degli studenti medi, Tommaso Biancuzzi. Un teatrino, quello delle modifiche all'esame di maturità, che va in scena ogni anno secondo il sindacato, con il solo risultato di ledere agli alunni.

Il punto di vista dei liceali

Sull'iniziativa è intervenuta anche Maria Desideria Frezza del liceo classico Tito Livio. Sottolineando l'apoliticità della manifestazione, precisa che «Purtroppo la recente riforma vanifica e mortifica lo sforzo dei nostri cinque anni di liceo, la preparazione che abbiamo curato con fatica e passione. È sconfortante come l’istituzione, lungi dal valorizzarla, intervenga a gamba tesa per minimizzarne la sostanza. L’elenco dei punti su cui convergeva il nostro dissenso è stato pubblicato: su quei contenuti - ed esclusivamente su quelli - ciascuno di noi ha vagliato e deciso la propria partecipazione».

Novità inaspettate

Dal punto di vista del contenuto, la riforma prevede l’inserimento della doppia materia in seconda prova, l’abolizione della traccia del tema storico, del saggio breve e dell’articolo di giornale in prima prova, l'abolizione della tesina e l'estrazione in buste chiuse degli argomenti dell'esame orale. Osteggaita dai manifestanti è però anche la gestione delle tempistiche con le novità sono state divulgate, una vera doccia fredda secondo il coordinatore provinciale Rsm e rappresentante di istituto del liceo Cornaro, Marco Nimis: «Non si possono sfruttare gli studenti di quinta come cavie comunicando le modifiche a soli cinque mesi dall'esame. Per questo abbiamo deciso di scendere oggi in piazza, per noi e soprattutto per gli studenti che si troveranno ad affrontare l'esame nei prossimi anni».

L'appello

«La maturità è solo una parte del problema. Serve un ripensamento globale del sistema d'istruzione, invece da vent'anni non si fanno altro che interventi spot, come questo, che non vanno a risolvere i molti problemi che ci sono. Urge una una riforma complessiva, che non può non partire da un rifinanziamento della scuola invece di tagli mascherati da risparmi» chiosa Tommaso Biancuzzi.

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