Michele, con la famiglia in isolamento per senso di comunità

«Le indicazioni che mi hanno dato è che devo evitare il contatto con le altre persone, devo indossare la mascherina anche in casa e mantenere la distanza di un metro dai familiari» ci ha raccontato

Michele ha 41 anni e vive a Selvazzano. Il week end scorso ha passato un paio d’ore, pranzandoci anche, a Vo'. E’ stato a trovare un amico per poi rientrare a casa. Venuto a conoscenza dei due casi di coronavirus manifestatisi a Vo ha immediatamente contattato attraverso i numeri delle emergenze messi a disposizione da Regione e Ministero chi lo potesse consigliare sui comportamenti da tenere. Michele è sposato e vive con la moglie e il figlio piccolo.

Isolamento

«Ho chiamato dapprima il centro prevenzione, poi il 1500 che era come prevedibile intasato e a quel punto ho chiamato il 118. Mi hanno dato l’indicazione di chiamare il 112 e così ho fatto». E cosa ti hanno detto di fare? «Mi ha risposto una delle addette al centralino e dopo avermi fatto una serie di domande, mi ha spiegato come comportarmi: per una settimana non devo uscire di casa, visto che una è già passata da quando sono stato a quel pranzo a Vo' e come si sa l’incubazione dura quattordici giorni. Poi devo evitare il contatto con le altre persone, devo indossare la mascherina anche in casa mantenere la distanza di un metro dai famigliari». Ti pesa dover stare in casa? «Io credo serva avere in questi casi senso di responsabilità sociale e comprendere che l’unica cosa da fare è seguire quelli che sono i protocolli. Per il bene di chi ti è caro ma anche per il bene della comunità in cui viviamo». L’esatto contrario di come sembra si sia comportato chi lo ha poi portato qui, il virus. Michele esita al telefono, poi commenta: «Non sta a me giudicare, dico solo che questa è una di quelle situazioni in cui avere delle attenzioni è davvero il minimo».

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Comunità

La stessa cosa la faranno i tuoi familiari? «Per precauzione abbiamo deciso che terremo lo stesso comportamento tutti e tre. Mia moglie che è una psicologa ha rimandato tutti gli appuntamenti fissati, visto che non potrà andare in studio. Per me paradossalmente è più semplice perché io invece posso lavorare da casa visto. Faccio il consulente aziendale molte cose le posso fare da qui. Ho giusto spostato gli appuntamenti che avevo ma riuscirò a lavorare anche da casa». Ti pesa dover stare così tanti giorni senza uscire? «Stare a casa non mi pesa, voglio solo essere sicuro di non aver contratto il virus e che la mia famiglia non corra pericoli. Lo stesso vale per le perone che avrei dovuto incontrare. Lo so, forse può apparire esagerato ma è quello che ci hanno detto di fare e così faremo. Poi non lo so se tutti quelli che hanno passato qualche ora a Vo nell’ultima settimana faranno come noi, è solo che nel nostro modo di intendere la vita all’interno di una comunità che in questo caso è il paese dove abitiamo, ci pare davvero il minimo seguire questi accorgimenti».

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