Mycobacterium, il batterio killer nascosto nei macchinari: 10mila pazienti richiamati. Codacons: «Esposto in Procura»

Il Codacons : «Una vicenda assurda che dovrà necessariamente portare ad indennizzi per i pazienti coinvolti». L'ufficio tecnico della Regione riunito a Padova: «Solo prevenzione»

Mycobacterium

Sono circa 10mila i pazienti operati nelle cardiochirurgie del Veneto che verranno contattati per valutare eventuali approfondimenti clinici. I pazienti riceveranno una scheda informativa contenente le informazioni sui sintomi e l'indicazione dei numeri di telefono da chiamare per qualsiasi evenienza e per gli eventuali approfondimenti clinici necessari.

Prevenzione

Lo ha deciso a Padova il gruppo tecnico della Regione Veneto «per la prevenzione e la gestione delle infezioni in soggetti sottoposti a intervento cardiochirurgico» in relazione alla vicenda del Mycobacterium chimaera, il "batterio killer" contenuto nei macchinari dell'azienda LivaNova che ha provocato 16 casi di infezione (di cui 14 in Veneto) con 6 decessi.

Macchinari

Il gruppo tecnico sottolinea anche «I macchinari presenti nelle cardiochirurgie di tutti gli ospedali veneti sono già stati messi in sicurezza e, in alcuni casi, sostituiti» e che «La Regione Veneto si sta tutelando nei confronti della Ditta produttrice», in quanto il batterio killer «Sembra essersi annidato già nel sito di produzione del dispositivi, quindi antecedentemente all'installazione in sala operatoria». La Regione Veneto, in caso di provvedimenti giudiziari, ha annunciato che chiederà di essere ammessa come parte civile.

Codacons

Dal canto suo il Codacons è molto critico: «Una vicenda assurda che dovrà necessariamente portare ad indennizzi per i pazienti coinvolti». Lo afferma il Codacons, commentando il richiamo disposto dalla Regione Veneto per 10mila pazienti che tra il 2010 e il 31 dicembre 2017 hanno subìto la sostituzione della valvola cardiaca nelle quattro Cardiochirurgie degli ospedali di Padova, Vicenza, Treviso e Mestre, a causa del rischio di infezioni.Ancora una volta siamo di fronte ad uno scandalo sanitario che coinvolge una moltitudine di cittadini – spiega il presidente Carlo Rienzi – Soggetti che a loro insaputa hanno corso rischi sanitari evidenti e che ora devono essere indennizzati».

Esposto in Procura

In tal senso il Codacons, con l’ausilio dei referenti locali Franco Conte e Stefano Fanini, «Sta predisponendo - ha aggiunto Rienzi - un esposto alle Procure della Repubblica di Venezia, Padova, Vicenza e Treviso, affinché sia aperta una inchiesta sul caso e siano accertate le responsabilità di soggetti pubblici e privati coinvolti, e offre assistenza legale ai pazienti interessati dal richiamo. Tutti coloro che riceveranno l’avviso dalla Regione Veneto possono contattare il Codacons per valutare assieme alla nostra associazione le azioni da intraprendere allo scopo di tutelare i propri diritti e chiedere il giusto risarcimento anche in assenza di danni fisici e solo per i rischi sanitari corsi».


   

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