Il museo archeologico si rifà il look: nuova veste per le pietre miliari della storia padovana

Grandi novità per la culla della cultura cittadina che si arricchisce di un nuovo allestimento dedicato ai manufatti di epoca pre romana che il pubblico potrà ammirare da giovedì

Alcuni dei cippi esposti nelle sale della sezione archeologica dei Musei Civici Eremitani

Il 7 febbraio è la data scelta per l'inaugurazione ufficiale con un incontro alle 17.30 nella sala del Romanino, una delle più rappresentative del complesso degli Eremitani. Alla presenza di Francesca Veronese, archeologa dei Musei civici incaricata dell'introduzione, interverrà anche Anna Marinetti dell’università Ca’ Foscari di Venezia.

La novità

L'allestimento nasce per mettere in risalto aspetti inediti e curiosi della storia antica di Padova e lo fa mettendo in esposizione una serie di cippi ornati da iscrizioni confinarie. A quelli che da tempo fanno parte della collezione permanente del museo se ne aggiungono altri recuperati più recentemente dagli scavi.

Perché i cippi sono importanti?

Vien da chiedersi come mai quei blocchi di pietra incisa abbiano tanta rilevanza. La risposta è sorprendente: analizzando i manufatti e la posizione del ritrovamento si capisce che la città aveva una conformazione e dei confini precisi fin da tempi antichissimi. Gli archeologi stanno cercando di capire se nell'epoca pre romana esistesse a Padova un'autorità politica cittadina: una pianificazione dettagliata degli spazi urbani farebbe propendere per questa ipotesi, dando quindi un contributo essenziale alla ricerca. In parole povere: una città antica altamente organizzata non poteva non avere una guida politica estremamente strutturata e consolidata.

Uno strumento per capire il passato

La Padova odierna non è che un'evoluzione della straordinaria organizzazione dettata nei secoli, che fin dall'epoca pre romana è stata accuratamente seguita. I luoghi in cui sono stati ritrovati i cippi dimostrano come già dall'origine nel IX-VIII secolo a.C. esistestesse una precisa definizione degli spazi urbani, il cui confine naturale era costituito dal percorso del fiume Meduacus. Lo dimostrano la costruzione lungo gli argini di palizzate lignee prima e di massicciate in trachite poi, simboli di protezione verso le esondazioni esattamente come accade oggi. Allo stesso modo lo dimostrano i cippi, che dunque potrebbero dare un contributo fondamentale per capire le dinamiche socio-politiche dell'antica Padova.

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