Nuovo park in zona ovest? Bertin "punzecchia" Lorenzoni: «Non si può dire che manchi di fantasia»

Il presidente di Ascom Padova risponde senza peli sulla lingua all'ipotesi avanzata dal vicesindaco di creare un parcheggio in via Annibale da Bassano: «Se la stessa “verve” la mettesse anche sul breve saremmo la città più felice del pianeta»

Patrizio Bertin tra gli assessori Bressa e Micalizzi durante un sopralluogo all'ex Prandina

«Non si può dire che il vicesindaco manchi di fantasia e di visioni sul lungo periodo. Se la stessa “verve” la mettesse anche sul breve saremmo la città più felice del pianeta». Mittente della stoccata al veleno: Patrizio Bertin, presidente di Ascom Confcommercio Padova. Destinatario: Arturo Lorenzoni. Motivo: la proposta - avanzata da quest'ultimo - di realizzare un parcheggio in via Annibale da Bassano.

Le motivazioni di Bertin

E Bertin rincara pure la dose, spiegando anche il perché della sua amarezza: «Tra un progetto di funivia fino alla Zip e parcheggi ben dotati di posti purchè non vicini al centro, il vicesindaco sembra voler evitare con ogni mezzo che si possa realizzare il parcheggio alla ex caserma Prandina». Prosegue nella sua "arringa" il presidente dell'Ascom: «Io non dico che un parcheggio nell’area di via Annibale da Bassano sia una cosa brutta in assoluto. Magari fra un tot di anni quell’area farà parte di un centro cittadino allargato. Dico solo che richiede investimenti e tempi almeno di medio periodo e, soprattutto, non soddisfa l’esigenza di avere parcheggi a ridosso del centro come hanno tutte le città (si pensi a Verona, a Bolzano, alla stessa Milano, ecc.) che sono gli unici in grado di sostenere il commercio considerato che i parcheggi scambiatori non sono appetibili per chi, nonostante i centri commerciali e nonostante l’e-commerce, vorrebbe poter comprare nei negozi cittadini. E nel frattempo? Perché non puntare sull’ex Prandina che, in pochi giorni di sperimentazione, ha riscosso il giudizio favorevole di tutti o, quanto meno, di quelli che non sono pregiudizialmente contrari alle auto? Il male peggiore - conclude - è procrastinare nel tempo scelte che potrebbero essere già fatte adesso e che avrebbero il grande pregio di convincere gli investitori che Padova è una città che non ha paura di progettare il proprio futuro senza però far finta di non considerare le difficoltà del presente».

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