Fermata la moria di pesci all'Iris: sugli animali funghi e parassiti. Anche il cibo può essere letale

Sembra al momento rientrato, o per lo meno arginato, il fenomeno che la scorsa settimana aveva suscitato non poca preoccupazione. I pesci sarebbero stati colpiti da un virus

Pesci morti nel laghetto del Parco Iris (foto inviata dalla nostra lettrice Agata)

Decine di pesci morti, galleggianti a pelo d'acqua nel laghetto del parco Iris divenuto famoso anche grazie a quello specchio d'acqua. In pochi giorni gli animali sono stati colpiti da una moria inquietante, che ha subito messo in moto il Comune nella persona dell'assessore Gallani.

La causa più probabile

É la stessa assessora al verde pubblico a rassicurare oggi i concittadini e fornire le prime spiegazioni emerse dalle analisi. «I tecnici del settore sono intervenuti prontamente coinvolgendo anche Arpav e Servizio veterinario» Gallani «Al momento, complici il cambiamento di temperatura e i nostri interventi, l’acqua appare pulita e la moria si è fermata». L'attenzione resta comunque alta, anche perché è necessario arrivare alla radice del problema, cioè capire perché i pesci siano morti. Quelli recuperati non erano i buone condizioni: «Presentano parassiti esterni e interni e risultano colpiti da un fungo» aggiunge l'assessore «Ulteriori approfondimenti sono in corso da parte del Servizio veterinario ma sembra che la moria sia dovuta ad un virus».

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Comportamenti a rischio

Un virus avrebbe dunque sconquassato il delicatissimo equilibrio dello stagno, risultando letale per molti dei suoi abitanti. É infatti un ecosistema complesso quello dello specchio d'acqua del parco, spesso vittima anche del comportamento (talvolta inconsapevole) dei cittadini. Tanti infatti abbandonano pesci e tartarughe ormai troppo cresciuti o portano cibo agli animali senza curarsi di cosa gettino nell'acqua e di cosa possa nuocere alla loro salute. Alimentazione errata e sovrappopolazione possono causare effetti gravissimi, uniti alle variazioni della qualità dell'acqua. L'invito è dunque ad ammirare la bellezza dello stagno senza interferire. «Proseguiremo con gli interventi per migliorare le condizioni di vita di questi animali, ma stiamo pensando anche a una campagna informativa per dare indicazioni sui migliori comportanti da tenere in queste situazioni» conclude Gallani.

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