"Ora serve un tavolo multilaterale": la proposta del Comitato Sos Ospedale Sant’Antonio

Il Comitato ringrazia apertamente Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni per la "missiva inviata in questi giorni all’attenzione del Consiglio Regionale del Veneto" e punta a fare "fronte comune"

L'Ospedale Sant'Antonio, a Padova

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Sos Ospedale Sant’Antonio:

"Il Comitato Sos Ospedale Sant’Antonio di Padova plaude all’iniziativa della missiva inviata in questi giorni all’attenzione del Consiglio Regionale del Veneto dal sindaco Giordani e del vicesindaco Lorenzoni in vista dell’approvazione definitiva delle Schede di dotazione sanitaria ospedaliera che rappresentano l’attuazione del Piano Sanitario Regionale 2019-2023. In tale missiva si sottolinea ancora una volta l’unicità del sistema sanitario e socio-sanitario padovano con i suoi plurimi attori: Ulss 6 Euganea, Azienda Ospedaliera ed Università, Iov ed il bisogno di far comunicare questi enti al fine di poter dare risposta ai bisogni di salute dei cittadini padovani nel senso più completo e globale di “salute” e di “bisogno”. Quindi accogliamo con grande soddisfazione la proposta di buon senso e ampiamente condivisibile di istituire un “tavolo” di programmazione del futuro assetto sanitario cittadino e di non procedere ad una votazione definitiva per quel che riguarda le strutture sanitarie di Padova senza confronto e discussione. A tale “tavolo” a nostro avviso oltre alle istituzioni: Comune di Padova, Regione Veneto, Ulss 6 Euganea, Azienda Ospedaliera, Università, dovrebbero partecipare anche rappresentanti delle Associazioni Cittadine, dei Malati, del Personale Sanitario dell’Ospedale Sant’Antonio e del Comitato Sos Ospedale Sant’Antonio. Questa conformazione del “tavolo” di lavoro potrebbe finalmente sopperire alla grave e protratta mancanza di condivisione delle informazioni e dei programmi che ha creato non poca agitazione e preoccupazione nei Cittadini padovani e negli operatori della Salute della città di Padova. Ripartiamo insieme sulla valutazione delle necessità di salute di Padova ed insieme proponiamo i modelli organizzativi più adeguati riconoscendo a tutti gli attori protagonisti del Progetto Salute compiti e ruoli secondo le proprie specificità e competenze in modo da promuovere una sinergia migliorativa per tutti e che abbia come primo ed unico scopo la tutela della Salute. Solo facendo fronte comune e giocando come una squadra ben amalgamata si potrà giungere al successo della realizzazione di una Scheda di dotazione sanitaria della Città di Padova inclusiva ed esaustiva di tutte le necessità di salute di oggi prevedendo la giusta proiezione al futuro senza dimenticare che l’oggi necessità di risposte non derogabili e che devono essere tarate sulla realtà".

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