Sant'Antonio, boom di fedeli aspettando la processione: lunghe code per entrare in Basilica

Fedeli in coda fin dalle prime ore del mattino di giovedì 13 giugno per visitare la Basilica di Sant'Antonio

Fedeli in coda all'esterno della Basilica di Sant'Antonio

Una fila ordinata e silenziosa: fin dalle prime ore del mattino di giovedì 13 giugno centinaia di fedeli si sono messi in coda sfidando il grande caldo per visitare la Basilica di Sant'Antonio.

Sant'Antonio

Una continua e costante affluenza sotto lo sguardo vigile di carabinieri e polizia. E c'è grande attesa per la consueta processione, che partirà alle ore 18 snodandosi poi per le vie del centro storico di Padova. A questo link trovate tutte le informazioni utili.

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La macchina organizzativa

Basilica gremita stamani sin dalla prima messa della ore 6.00 con tutti i posti a sedere occupati. Come sempre un grande abbraccio dai padovani e dai pellegrini di tutto il mondo giunti oggi sino a qui. Stamani già dalle ore 5.30 i pellegrini erano in attesa di entrare in Basilica. Dalla metà della mattinata si sono iniziate a formare code sul sagrato per accedere al Santuario dalla Porta Nord ed arrivare, secondo il percorso designato, alla Tomba del Santo, sorvegliata di volontari e alla Cappella delle Reliquie. Come sempre grande attenzione in questa giornata dalla Pubblica Sicurezza: una quarantina circa le unità presenti tra Polizia, Carabinieri a cui si aggiunge il personale del Comando di Polizia Municipale, impegnate in Zona Prato della Valle e in Basilica, nella viabilità, nell’accompagnare la Processione.

I dati sull'afluenza

Nella giornata di mercoledì 12 giugno, vigilia della Festa, 1.886 pellegrini sono passati dinanzi alle Reliquie e oltre 3.000 alle ore 14.30 di giovedì 13 giugno. Dall’Inizio della Tredicina sono quindi quasi 50 mila i passaggi conteggiati, senza contare quelli della giornata di giovedì 13 che si presume intorno ai 6/7000 pellegrini al termine delle celebrazioni (si ricorda che questo è un dato parziale in quanto registra le persone che sfilano dinanzi alla Lingua e non conteggia quanti accedono solo alla Tomba del Santo o quanti seguono solamente le celebrazioni). Entro fine giornata saranno praticamente esauriti tutti i 10mila panini benedetti dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio, distribuiti dalla primissima mattina sul sagrato della Basilica. Oltre 10mila le ostie consacrate nella mattinata di oggi. In tutto oltre 50mila consacrate dall’inizio della Tredicina. E oltre circa 2.000 le bottigliette di acqua benedetta distribuite dalla Sagrestia della Basilica solo nella giornata di oggi. Affollatissimi anche i pellegrinaggi delle Diocesi del Veneto: dall’inizio della Tredicina, oltre 11 mila persone hanno accompagnato i pellegrinaggi delle sette diocesi del Veneto e quelli delle varie Associazioni che tradizionalmente vengono in Basilica in questi giorni di festa: ogni celebrazione infatti vedeva il Santuario interamente occupato nei posti a sedere (circa 850) con molte persone in piedi per un totale di circa un migliaio di presenze solo nelle celebrazioni a loro riservate. A questi vanno aggiunti i pellegrini e devoti che prendevano parte a tutte le altre messe nelle varie giornate della Tredicina, ipotizzabili in circa altri 1000/1200 unità al giorno.

Messa in lingua albanese

Alle ore 13, in Basilica, la celebrazione in lingua degli albanesi, per il quarto anno in Basilica, che sono giunti in oltre un migliaio dalle regioni italiane e da tutti paesi europei nei quali risiedono: Austria, Svizzera, Croazia, Germania, Slovenia, Repubblica Ceca. «Siamo radunati oggi nella Festa di Sant’Antonio con tantissimi albanesi cattolici e non cattolici -  ha salutato padre Nikson Shabani - siamo venuti qui dai tanti paesi d’Italia e da tanti paesi d’Europa nei quali risiediamo, perché gli albanesi rispettano tantissimo il Santo e tra il popolo albanese vi sono moltissimi devoti. In Albania infatti vi è uno dei più grandi santuari a lui dedicato d’Europa e nel Kosovo sono cinque le parrocchie che oggi festeggiano. Siamo qui tutti insieme per portare a Sant’Antonio le nostre preghiere e le nostre intenzioni, e a lui chiediamo pace e benedizione per tutte le nostre comunità».

Monsignor Fabio Dal Cin

«Qui a Padova non occorre nemmeno dire il nome, basta il titolo: Il Santo!»: così Sua Eccellenza Mons. Fabio dal Cin, Delegato Pontificio per la Basilica ha aperto la sua Omelia. «Antonio è “Santo” per molti motivi, perché ha fatto e continua a fare grandi miracoli, perché è stato un grande predicatore e un grande pacificatore in tempi di tensioni e di ingiustizie sociali, ma soprattutto “Santo” perché ha lasciato spazio nella propria vita alla fantasia di Dio! Infatti vediamo che come ogni volta che aveva un progetto sul proprio futuro, si trovava a dover cambiare perché il Signore voleva da lui un’alta cosa. Antonio aveva deciso di andare in Africa e il Signore lo gettò sulle coste della Sicilia; voleva vivere nel nascondimento e il Signore lo chiamò a predicare alle folle; voleva rimanere frate umile e nascosto e fu chiamato a ricoprire ruoli di grande responsabilità. Avrebbe potuto essere un grande deluso, un depresso perché i suoi progetti erano mutati, e invece fiorì dove il Signore lo aveva inaspettatamente piantato. Lo fece con dedizione totale: l’amore a Dio e ai fratelli bruciò la sua breve e intensissima esistenza. Morì a soli 36 anni come narrano i suoi biografi, per sfinimento di eccesso di lavoro e per scarso nutrimento e riposo. Capita anche a noi di trovarci in situazioni diverse da quelle immaginate. Imprevisti sul lavoro, nella vita famigliare, nella salute che ci fanno cambiare vita, ostacoli che ci vengono dalle decisione degli altri. Possiamo deprimerci o imparare da Sant’Antonio a fare di queste sfide delle grandi opportunità per la nostra crescita In qualsiasi circostanza il Signore ci chiama a spenderci per amore a Lui e ai fratelli Dio ci dice “Va nel mondo in cui vivi e cerca di fare il bene agli altri e di fare il bene che ti ho chiesto di fare e fammi onore da cristiano come Sant’Antonio ha fatto onore a Cristo per la sua vita e la sua missione”. Anche noi abbiamo ricevuto lo stesso spirito che ha guidato il grande Santo e allora chiediamo la grazia in questa festa di essere soprattutto discepoli missionari del Signore là dove visiamo ogni giorno»

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