«Mi sono sentita donna»: più forti del tumore al seno, le pazienti dello Iov si raccontano

Lo Iov-Irccs ha organizzato "Relax in Rosa", per permettere alle donne in cura di confrontarsi. Una delle pazienti: «Mi è scesa qualche lacrima di commozione nel vederci tutte lì assieme»

Lo Iov-Irccs non è solo ricerca o terapia: più complessivamente è “prendersi cura” delle persone dalla diagnosi alla presa in carico, al ritorno alla vita quotidiana, in un globale affiancamento ai pazienti nel loro percorso di ripresa di una esistenza quanto più normale possibile. All’interno di questa visione è stata realizzata un’attività sperimentale per le pazienti con carcinoma mammario seguite presso l’Istituto: si tratta di “Relax in Rosa”, un appuntamento promosso dalla Direzione Sanitaria dello Iov e ospitato presso il prestigioso Mioni Royal San Hotel di Montegrotto Terme a cui hanno partecipato alcune pazienti ed alcune oncologhe dell’Istituto.

"Relax in Rosa"

L’attività è stata così apprezzata dalle partecipanti che nei giorni scorsi numerosi e positivi messaggi sono stati ricevuti via mail all’URP dell’Istituto. «Sono stata coinvolta in un evento straordinario, "Relax in Rosa” - ha scritto una delle pazienti - è stato un piacevolissimo ed emozionante appuntamento. È stato stupendo perché tra pazienti ci siamo confrontate anche sulla nostra malattia». Ed ancora: «Ringrazio la gentilezza e la cordialità della struttura che mi ha accolta, facendomi sentire donna e soprattutto importante. Il percorso è stato armonioso e rigenerante. Ringrazio davvero tutti voi che in questo complesso percorso della mia vita mi avete fatto capire che non sono sola». Un’altra paziente, con una lunga mail giunta pochi giorni fa, ha confessato che «mi è scesa qualche lacrima di commozione nel vederci tutte lì assieme, sapendo nel nostro intimo che siamo accomunate da un percorso più o meno simile. Il bello della serata è stato proprio condividere una cornice speciale, in un contesto speciale: occasione che ci ha permesso di fare reciproca conoscenza e venire così a sapere che ‘tu non sei l’unica’, che ci sei tu insieme a tante altre».

Il gruppo

Il gruppo delle donne coinvolte in questa iniziativa sperimentale era composto da 21 pazienti operate di carcinoma mammario che avevano completato o quasi concluso il trattamento chemioterapico. Insieme a loro alcune delle oncologhe dello Iov (Eleonora Mioranza, Gaia Griguolo, Federica Miglietta), con la professoressa Valentina Guarneri (Oncologia Medica 2, Iov-Irccs) che ha introdotto l’evento ed ha illustrato le diverse fasi di un percorso che è iniziato presso la Spa dell’hotel, si è sviluppato attraverso varie fasi di rilassamento della persona e di riscoperta delle proprie energie fisiche, ed è terminato con una light dinner. «Abbiamo proposto questa iniziativa sperimentale perché come Istituto siamo sempre più convinti della necessità di affiancare i nostri pazienti nel loro ritorno alla vita quotidiana, alla riscoperta serena di sé, alla famiglia, al lavoro», ha detto Maria Giuseppina Bonavina, Direttore sanitario dell’Istituto e ideatrice dell’iniziativa. «È ancora presto per dire se riusciremo a proporre questa attività con continuità e a diffonderla su numeri più ampi, ma oggi abbiamo la certezza che offrire l'opportunità di una riscoperta di sé e delle proprie energie è qualcosa che le pazienti possono concretamente apprezzare. Così come è risultata vincente la possibilità di coinvolgere in questo evento alcune delle nostre oncologhe», La vicinanza tra persona curante e persona curata è in effetti molto preziosa anche perché riesce a mettere in moto meccanismi nuovi di rapporto e di alleanza terapeutica e non a caso una delle pazienti, commentando la giornata di “Relax in Rosa”, ha scritto: “la condivisione tra noi ha reso questi momenti speciali e commoventi e ha portato via i pensieri tristi. Siamo state bene, eravamo grate anche perché è stato organizzato tutto molto bene. Graditissima poi è stata la presenza delle nostre oncologhe. Ho pensato che le persone a cui ci siamo rivolte, o meglio a cui ci siamo affidate, sanno andare ben oltre le cure mediche».

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