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Dipartimento di matematica dedicato a Levi Civita, Mattarella: "Un illustre figlio di Padova"

Il grande matematico padovano, condannato dalle leggi razziali, è ora un simbolo dell'Unipd. Venerdì la cerimonia al palazzo Bo. Arrivati gli auguri di Mattarella e Renzi

Tullio Levi-Civita, il grande scienziato padovano

Venerdì, il dipartimento di matematica dell'Università di Padova è stato dedicato al grande matematico padovano Tullio Levi-Civita. La cerimonia di intitolazione si è svolta nell'aula magna di Palazzo Bo; per l'occasione, anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sono espressi a sottolineare la volontà di rimuovere i pregiudizi antisemiti che hanno rappresentato una pagina buia del nostro passato, dando nuova luce e un giusto riconoscimento alla figura di questo scienziato che, ingiustamente, venne condannato ad una tragica fine. 

IL PERIODO PADOVANO. Tullio Levi-Civita nacque a Padova nel 1873 in via Manin. "A Padova studiò, insegnò, e concepì idee divenute i pilastri della matematica moderna - spiega il rettore Rosario Rizzuto - Il suo nome è noto a tutte le latitudini non solo negli ambienti matematici ma anche in quelli della astronomia e della fisica moderna. Dedichiamo a lui, senza dubbio uno dei più grandi matematici mondiali della prima metà del 20esimo secolo, il nostro dipartimento di matematica". Il periodo padovano, chiamato anche “la stagione d'oro della matematica", con la frequentazione di Ricci-Curbastro, fu uno dei più fruttuosi per l'attività dello scienziato.

LE LETTERE AD EINSTEIN. Nel 1915 ebbe un fitto scambio epistolare con Albert Einstein, interrotto poi dallo scoppio della guerra; in queste lettere, Levi-Civita, suggerì allo scienziato tedesco la corretta struttura del tensore di curvatura da inserire nelle equazioni di campo della relatività generale. Quando Einstein annunciò la sua versione definitiva della teoria, scrisse che "la relatività generale costituisce un vero trionfo dei metodi del calcolo differenziale assoluto fondato da Gauss, Riemann, Christoffel, Ricci e Levi-Civita”. 

ALLONTANATO DAL SUO PAESE. Fu alla fine del 1916 che Tullio Levi-Civita presentò la sua celebre memoria sul “trasporto parallelo”, mettendone in luce la relazione con la derivazione covariante: si trattò nientemeno che dell'inizio virtuoso della moderna teoria delle connessioni, successivamente sviluppata da Cartan ed Ehresmann. Le leggi razziali del 1938 lo allontanarono dall'Università e dall'insegnamento e anche l'Unione matematica italiana lo espulse e ne epurò i contributi scientifici. Morì nel 1941, ignorato dal suo paese e dalle sue istituzioni, perchè di “razza ebraica”.

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