Padova da Vivere

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Comuni del Padovano, origine del nome ed alcune curiosità: Gazzo

Il toponimo Gazzo deriva dal longobardo gaggium, cioè "terreno di proprietà recintato" o "terreno/bosco sacro". Anche la vicina frazione di Gaianigo, in passato si chiamava Gaggianigo e nella versione più rinascimentale Gajanigo. 

STORIA. Il nome, citato per la prima volta in un documento del 1187, starebbe, quindi, a indicare l’aspetto boscoso che presentava in passato questo territorio. Nel periodo medioevale fu teatro di scontri tra Sigismondo d’Ungheria e i Carraresi e Venezia, ma in seguito, grazie alla sua posizione decentrata, non subì altre invasioni e saccheggi. Ricca di flora e fauna, cominciò a essere disboscata e bonificata a partire dal XII secolo; in questo periodo fu concessa dal vescovo di Vicenza, Pistore, a Guido Alberti di Montorso. Pare che Napoleone, dopo aver combattuto a Rovereto e Bassano, l’abbia visitata nel 1796 e nei pressi della parrocchiale avrebbe fatto fucilare un suo soldato, colpevole di non aver obbedito agli ordini. Appartenne, poi, alla provincia di Vicenza fino al 1853, quando venne annessa prima a Cittadella e poi a Padova. La sua storia seguente non evidenzia avvenimenti di particolare rilievo. Per quanto riguarda il patrimonio storico-architettonico gli elementi più interessanti dell’architettura civile sono costituiti dall’imponente villa Tacchi, in stile palladiano, da villa Mazzon, da villa Forasacco e da un palazzo palladiano, che presenta un colonnato e un grande prato antistante, utilizzato dagli inglesi come campo di aviazione nel corso della prima guerra mondiale. Tra gli edifici a carattere sacro sono da segnalare: l’ottocentesca chiesa parrocchiale, in stile barocco, intitolata a S. Martino di Tours, che conserva all’interno interessanti quadri; la chiesa parrocchiale dedicata ai Ss. Pietro e Paolo, in stile romanico-ionico, edificata sui resti di un precedente edificio di culto; la chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie, probabilmente del XVI secolo.

PRODOTTI TIPICI. Tra i prodotti tipici di questo Territorio vanno sicuramente ricordati il Grana Padano (Dop), il riso “maranello” e l’allevamento delle mucche “rendene”. Il Grana Padano è un formaggio a pasta cotta, prodotto con latte di vacca proveniente da due mungiture, parzialmente scremato per affioramento. La maturazione dura dagli 8 ai 24 mesi e le forme, di stampo cilindrico, hanno un peso medio di circa 35 kg. Questo formaggio si caratterizza per la tipica granulosità della pasta che ne determina il nome. La crosta è dura, liscia e spessa, di colore giallo scuro; la pasta di colore giallo paglierino chiaro presenta la caratteristica granulosità, è priva di occhiature e, sotto la pressione della lama, si rompe in scaglie. L'aroma è fragrante, il sapore deciso, ma al tempo stesso delicato, mai piccante. Usato principalmente come formaggio da grattugia, è ottimo anche da gustare a scaglie. Fino dal 1955 il Grana Padano ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine, che individua nella Pianura Padana l'esclusiva zona di produzione. Dal 1957 il Consorzio Tutela Grana Padano svolge attività di tutela e promozione e stimola la ricerca tecnica per il continuo miglioramento qualitativo. Nel 1996 con il Regolamento CE n. 1107/96 gli é stata riconosciuta la DOP - Denominazione di Origine Protetta - con l'approvazione di un disciplinare che ne individua l'area di produzione, la stagionatura e la tecnologia di fabbricazione.
 
 

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