Padova da Vivere

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Padova in letteratura, La bisbetica domata omaggio di Shakespeare alla 'culla delle arti'

William Shakespeare compose ed ambientò a Padova "La bisbetica domata" (The taming of the shrew), un omaggio alla città euganea, da lui stesso definita come "culla delle arti".

La bisbetica domata (The taming of the shrew, letteralmente "L'addomesticamento del toporagno") è una commedia di William Shakespeare. È divisa in cinque atti scritti sia in versi che in prosa. Particolarmente incerta è la sua data di composizione: generalmente è ritenuta antecedente al 1594, ma non è escluso che sia successiva a quella data. La vicenda narra di Petruccio, avventuriero veronese, che sposa e soggioga l'intrattabile Caterina di Padova, attirato soprattutto dalla sua dote.

L'opera comincia con un'introduzione, una forma narrativa in cui Cristopher Sly, l'ubriacone ambulante che viene raccolto da un Lord riccamente vestito, fa credere a questi di essere stato addormentato per anni. Sly e un paggio si siedono quindi a vedere una rappresentazione di attori girovaghi dal titolo "La bisbetica domata". Dopo la prima scena Sly scompare.

Battista Minola, un gentiluomo di Padova, ha due figlie: la più vecchia, Caterina, conosciuta per la scontrosità; e la più giovane, Bianca, al contrario nota per la sua gentilezza ed obbedienza. Bianca possiede due corteggiatori, Gremio ed Ortensio, mentre Caterina non ne ha alcuno. Quindi Battista decide di allontanare Bianca dalla società finché Caterina non sarà sposata.

Intanto Lucenzio, un giovane pisano, vede Bianca e si innamora perdutamente di lei, mentre Gremio ed Ortensio uniscono le loro forze per trovare un marito a Caterina. Quando Petruccio, un amico di Ortensio, arriva a Padova in cerca di moglie, essi gli parlano del brutto carattere di Caterina, ma anche del suo denaro: Petruccio decide all'istante di volerla sposare. Nel frattempo Lucenzio si è scambiato d'abito con il suo servo Tranio per diventare il tutore in letteratura di Bianca. Allo stesso modo Ortensio si traveste da tutore di musica e promette a Petruccio di introdurlo in casa di Battista. I fatti successivi aiutano Petruccio nel suo disegno ed il matrimonio viene fissato.

Il giorno del matrimonio, Petruccio arriva dalla cerimonia vestito molto squallidamente e rifiuta di restare al banchetto, con grande rammarico di Caterina, che parte con il suo sposo. Nel frattempo la corte di Lucenzio verso Bianca procede bene. Petruccio e Caterina conducono una vita molto modesta, in cui la povera ragazza è costretta dal marito ad una serie di privazioni e di umiliazioni che piegano a poco a poco il suo ostinato carattere e la rendono sempre più accondiscendente. Al termine dell'opera vi è uno smascheramento generale: Bianca sposa il suo Lucenzio ed Ortensio una ricca vedova. Dopo la discussione viene proposta alle tre mogli una professione di obbedienza: Bianca e la vedova rifiutano, mentre Caterina obbedisce e legge alle altre due l'elenco dei loro doveri.

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