Acciaierie Venete, un anno fa la tragedia: il ricordo

Come ricordano Ruzzante e Tognon "il pensiero va immediatamente a Sergiu Todita e Marian Bratu, entrambi morti in seguito alle gravi ustioni dovute alla colata di acciaio liquido che li ha investiti"

I soccorsi alle Acciaierie Venete nel giorno dell'incidente

È già passato un anno dalla tragedia. Ma il dolore è lo stesso di quel maledetto giorno: era il 13 maggio quando una "bomba" di aria bollente investì 4 operai alle Acciaierie Venete di Corso Francia a Padova.

Il ricordo

Una ricorrenza che viene ricordata a nome di Liberi e Uguali del Veneto e di Articolo Uno Padova rispettivamente dal consigliere regionale Piero Ruzzante e dal segretario provinciale Alessandro Tognon, i quali scrivono in una nota: «A un anno di distanza dalla tragedia del 13 maggio 2018 il primo pensiero va al ricordo di Sergiu Todita e Marian Bratu, entrambi morti in seguito alle gravi ustioni dovute alla colata di acciaio liquido che li ha investiti. Alle famiglie di Sergiu e Marian, ai loro amici e ai loro compagni va tutta la nostra solidarietà. Noi non dimentichiamo. Facciamo nostro l'appello di Fiom Cgil Padova: la sicurezza dev'essere una certezza per tutti. Quella sul lavoro è la prima sicurezza che va garantita a tutti i lavoratori. Ed è la prima, purtroppo, ad essere messa ogni giorno a rischio». Sottolinea Ruzzane: «È così anche nel nostro Veneto che nel 2018 è stato maglia nera per incidenti mortali sul lavoro, con 69 lutti tra i lavoratori. E la situazione non migliora: ancora oggi ogni giorno nei luoghi di lavoro del Veneto avvengono 200 incidenti e 1 ogni 4 giorni ha esito mortale. Al presidente Zaia chiediamo di rispettare gli impegni contenuti nel "Piano per la sicurezza sul lavoro", sottoscritto dalla Regione e dalle parti sociali nel luglio 2018, proprio in seguito alla tragedia delle Acciaierie Venete e alla mobilitazione dei sindacati. In particolare, come ho più volte chiesto con interrogazioni depositate negli ultimi mesi, chiediamo che sia rispettato l'impegno ad assumere 30 nuovi ispettori Spisal previsti per il 2018 e che invece non si sono ancora visti».

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