Pretende che l'ufficio immigrazione gli dia una casa: inviperito picchia due agenti

Un nigeriano ha richiesto un servizio che non compete all'ufficio. Feriti due agenti, durissime le proteste dei sindacati: "Poliziotti a rischio, prenderemo provvedimenti"

Voleva a tutti i costi una casa e ha pensato che all'ufficio immigrazione avrebbero potuto risolvere in fretta il problema. Quando però ha scoperto che gli agenti non avrebbero potuto fare nulla per aiutarlo, accecato dalla rabbia, ha aggredito due operatori.

La vicenda

L'uomo, un 32enne richiedente asilo e già noto alle forze dell'ordine per un paio di episodi di violenza e spaccio di droga, si è presentato alle 8 di giovedì 10 maggio nei locali dell'ufficio immigrazione del capoluogo per chiedere di ottenere un alloggio.

L'aggressione

Quando gli operatori gli hanno spiegato che l'ufficio della questura non gestisce questo tipo di pratiche, il nigeriano non ci ha visto più: si è alterato e si è scagliato contro due agenti, insultandoli e picchiandoli fino a costringerne uno a farsi medicare al pronto soccorso. In breve tempo il nigeriano è stato bloccato e arrestato con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, mentre i due feriti venivano medicati dai sanitari. Venerdì mattina lo attende la direttissima.

ufficio immigrazione questura def-3

I precedenti

Uno è stato portato in ospedale in via precauzionale, dove gli sono state diagnosticate una distorsione della spalla e varie escoriazioni guaribili in 10 giorni, mentre il collega è stato ferito al polso. I due poliziotti non sono i primi a restare vittime degli scatti d'ira del 32enne, che il 19 aprile dello scorso anno, quand'era ospite di un centro di accoglienza di Montagnana da cui è stato poi allontanato, aveva rinchiuso in una stanza tre operatori. In precedenza era anche stato arrestato, sempre in Italia, con l'accusa di spaccio di marijuana. Al momento l'uomo ha lo status di richiedente asilo: il suo permesso di soggiorno è scaduto nell'ottobre 2017 e la Commissione per i rifugiati ha respinto la domanda per il rinnovo. Il nigeriano è ricorso in appello ed è in attesa del pronunciamento definitivo.

La dura protesta del Sap: "Serve sicurezza"

In mattinata a intervenire sul caso è anche il Sap, il sindacato autonomo di polizia, lamentando di aver richiesto più volte al questore Paolo Fassari una maggiore protezione per gli agenti impiegati al front office dell'ufficio immigrazione. La richiesta di trovare spazi più idonei per il servizio è stata inoltrata anche al sindaco Giordani, ma nè dai vertici della questura, nè da quelli del comune è arrivata alcuna risposta. Il sindacato promette di prendere autonomamente provvedimenti: è già stata inviata una comunicazione alla segreteria nazionale, che contatterà i responsabili al Ministero. Ogni giorno sono infatti tra 250 e 300 le persone che si rivolgono all'ufficio immigrazione e la mancanza di un divisorio tra lo stanzone di attesa e gli sportelli mette a rischio l'incolumità degli agenti in servizio, preoccupando il Sap. "L'episodio avrà anche un peso politico - commentano - perchè il problema della mancanza di sicurezza all'ufficio immigrazione è anche un problema di carattere sociale e un disagio anche per i padovani".

Il Coisp: "É una collocazione indecorosa"

Alla protesta si aggiunge il Coisp: "Più volte abbiamo denunciato al questore la mancanza in termini di sicurezza dell’ufficio immigrazione, che si presenta in condizioni sicuramente non decorose e confacenti a un ufficio pubblico ma, ancor più grave, pericoloso e non corrispondente a quelle norme sancite in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro". A parlare è il segretario provinciale generale del sindacato indipendente della polizia, Loris Frison. Netto l'appello, anche in questo caso, al questore Fassari perchè intervenga tempestivamente. "La nostra richiesta - prosegue Frison - che la realizzazione un front office che divida l’operato dei colleghi dai quotidiani avventori".

La risposta del questore

Il questore paolo Fassari ha dichiarato la propria vicinanza agli agenti rimasti vittime del pestaggio e si è impegnato nel cercare una sede più idonea dove trasferire l'ufficio. Fassari sottolinea però, in risposta ai sindacati, che in Italia è noma diffusa che gli uffici immigrazione siano collocati in aree aperte al pubblico e che alcune delle operazioni competenti non possono essere svolte applicando un divisorio, come invece auspicato da Sap e Coisp.

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