Donna aggredita mentre fa jogging: arrestato profugo nigeriano ospite dell'hub di Bagnoli

I carabinieri hanno arrestato O.J., 27enne richiedente asilo, ritenuto l'autore della tentata violenza ai danni di una quarantenne di Bagnoli venerdì scorso

Le ricerche dell'aggressore da parte dei carabinieri

Svolta nelle indagini relative all'aggressione avvenuta venerdì sera in via Mameli, a Bagnoli di Sopra.

TROVATO IL PRESUNTO AGGRESSORE. A seguito di alcuni accertamenti e controlli nella struttura di accoglienza di San Siro, intorno alle 14 di lunedì i militari della compagnia dei carabinieri di Abano Terme hanno arrestato per aggressione e tentata violenza sessuale O.J. 27enne senza precedenti penali ed ospite del'hub. Il giovane si trova ora al carcere Due Palazzi di Padova.

INDAGINE. I militari sono giunti a lui attraverso due filoni investigativi diversi. Il primo è partito da un’analoga aggressione del 9 febbraio scorso, in via Battisti di Bagnoli, ad una 21enne del posto che un uomo di colore avrebbe afferrato alle spalle per poi immobilizzarla per tentare un approccio sessuale violento, dandosi poi alla fuga. Nell’occasione lo straniero aveva rapinato la giovane del suo cellulare.

LE VITTIME. Il secondo, invece, è relativo all’aggressione di venerdì. Grazie alla descrizione fornita dalle due vittime, all’analogo modus operandi e alla ricostruzione attenta dei fotogrammi della sorveglianza urbana, le due indagini si sono unite nella mattinata di lunedì, quando ad esito di un decreto di perquisizione locale e personale emesso dal sostituto procuratore Daniela Randolo per i fatti del 9 febbraio sul sospettato e all’interno dell’armadietto in suo uso nell’hub di Bagonli sono stati ritrovati entrambi i cellulari rapinati alle vittime e i capi di abbigliamento descritti da queste ultime.

L'ARRESTO. A questo punto i militari , raccolti i "gravi di indizi di colpevolezza", hanno proceduto al fermo di polizia a carico di indiziato di delitto, dichiarando l'uomo in arresto. Della notizia sono stati informati il sostituto procuratore di turno, Giorgio Falcone, e il pm Daniela Randolo, che ha coordinato le indagini per entrambi i casi. Terminati gli adempimenti di rito lo straniero è stato accompagnato alla casa circondariale di Padova "Due Palazzi". "Quando è stato ammanettato - avrebbe detto un investigatore - l'immigrato è apparso apparentemente tranquillo".

LA MANIFESTAZIONE. L'episodio di venerdì sera aveva scatenato l'indignazione pubblica e riacceso gli animi sulla questione relativa alla presenza di due centri di accoglienza per profughi a distanza ravvicinata, a Bagnoli e a Cona (Venezia). Una situazione divenuta ormai insostenibile, secondo i primi cittadini dei due comuni interessati, Roberto Milan e Alberto Panfilio, e secondo Gianluca Piva, sindaco di Agna, a metà strada fra i due territori. Per manifestare il proprio dissenso, domenica i tre amministratori avevano anche indetto una protesta, invitando l'intera cittadinanza a ribadire il proprio "no" al "distretto del profugo".

L'AGGRESSIONE E LE RICERCHE. L'aggressione era avvenuta vicino all'ex base militare diventata hub di accoglienza provinciale dei profughi. Pochi minuti concitati al termine dei quali la donna era uscita a divincolarsi e a scappare. A lanciare l'allarme era stato un automobilista che stava passando per caso e ha notato la vittima. Sul posto erano quindi intervenuti i carabinieri che, da venerdì sera, anche con l’ausilio delle api, le aliquote di primo intervento, hanno battuto la zona per rintracciare l'aggressore, di cui era stata trovata la bicicletta, abbandonata durante la fuga. Sulla vicenda la procura della repubblica di Padova ha aperto un'inchiesta per tentata violenza sessuale.

IL SINDACO DI BAGNOLI. "Un enorme grazie per la sollecitudine e il lavoro eseguito dai carabinieri e al maggiore Turrini della compagnia di Abano - ha dichiarato il sindaco di Bagnoli Roberto Milan attraverso un post sul proprio profilo Facebook - Lo stato oltre che intervenire dopo, deve prevenire ed evitare fatti delinquenziali. Deve gestire molto meglio il fenomeno migrazioni. Principalmente chiudendo i campi di concentramento dei migranti di San Siro e Conetta".

IL SINDACO DI AGNA. "Un grande grazie va alle forze dell'ordine che hanno svolto l'operazione, assicurando alla giustizia il responsabile dell'ignobile gesto dello scorso venerdì", è il commento del sindaco di Agna, Gianluca Piva.

ZAIA. "Bravi i carabinieri per la tempestività. Ora questo signore, se confermato colpevole, va spedito a scontare la pena in Nigeria. Parlano tanto di accordi bilaterali, ebbene questo è il classico caso in cui l’accordo serve e va fatto al più presto". È il commento del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia - il Parlamento deve legiferare con urgenza perché questa gente che non ha alcun titolo per trovarsi qui venga rimpatriata al più presto. Non è possibile continuare con questo andazzo, bisogna assistere i bisognosi veri e rispedire gli altri senza indugi perché la situazione è ormai sfuggita di mano".

BITONCI. Anche il candidato sindaco di Padova Massimo Bitonci è intervenuto sulla notizia dell'arresto: "Sulla drammatica vicenda della violenza sessuale nei confronti della donna di Bagnoli, avevamo ragione noi. Il delinquente arrestato è un extracomunitario che vive nella base che accoglie "presunti profughi". Questo individuo deve essere espulso e deve scontare la pena a casa sua. A Padova la nostra amministrazione ha detto no ai centri per clandestini. Ringrazio i carabinieri per la veloce e brillante azione investigativa. Insieme a tutto il centrodestra padovano e ai sindaci del territorio chiediamo che il Governo si assuma le responsabilità del fallimento della gestione dell' immigrazione nel nostro paese! Fuori i clandestini dall'Italia'".
 

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