Bagnoli di Sopra, donna aggredita mentre fa jogging vicino all'hub di accoglienza profughi

I carabinieri da venerdì sera stanno battendo la zona per rintracciare l'aggressore. Presente anche il colonello Stefano Iasson, comandante provinciale dei carabinieri di Padova e gli agenti della prevenzione crimine della questura

Le ricerche dell'aggressore da parte di carabinieri

L'episodio è accaduto intorno alle 20.30 di venerdì. Un uomo, straniero, spuntato dal nulla, si è scagliato contro una 40enne del posto che era andata a fare una corsa lungo la pista ciclabile di Bagnoli di Sopra trascinandola poi in un campo.

EX BASE MILITARE. L'aggressione è avvenuta vicino all'ex base militare diventata hub di accoglienza provinciale dei profughi. Pochi minuti concitati al termine dei quali la donna è uscita a divincolarsi e a scappare. A lanciare l'allarme un automobilista che stava passando per caso e ha notato la donna.

RICERCHE. Sul posto sono quindi intervenuti i carabinieri che da venerdì sera, anche con l’ausilio delle api, le aliquote di primo intervento, stanno battendo la zona per rintracciare l'aggressore. Presente anche il colonello Stefano Iasson, comandante provinciale dei carabinieri di Padova e gli agenti della prevenzione crimine della questura. Poco prima della mezzanotte è stata recuperata la bicicletta dell'aggressore.

TENTATA VIOLENZA SESSUALE. La procura della repubblica di Padova ha aperto un'inchiesta per tentata violenza sessuale. Sequestrati la bici abbandonata dall'aggressore durante la fuga e un cappellino, che però non è certo gli appartenga. Sulle tracce lasciate dalla mountain bike abbandonata dall'uomo indagano i Ris, per tentare di dare un'identità all'autore dell'aggressione, descritto dalla vittima come "uno straniero di pelle scura", che l'avrebbe presa di spalle, trascinandola in un campo non distante dal Cpa di Bagnoli. Non ci sono prove, al momento, del fatto che l'aggressore sia un richiedente asilo, ma sul piano semplicemente statistico - ammettono i carabinieri - la presenza di duemila stranieri in una piccola comunità, unita alla descrizione fatta dalla vittima, rende questa possibilità concreta.

SINDACO. Il primo cittadino di Bagnoli Roberto Milan, ha invitato il vicario Aversa e il Capo Gabinetto del ministero dell'Interno Mario Morcone a Bagnoli per chiedere scusa alla famiglia e alla donna aggredita. "Grave oltre ogni limite - ha scritto in un post sul suo profilo Facebook - Grave che chi è responsabile continui a concentrare migranti in un campo unico in tutta Italia. Grave che chi sostiene la contrarietà ai campi di concentramento nel governo non eviti ponendo soluzioni. Grave che un territorio debba essere trattato così da governanti senza contatto con la realtà. È da settimane che avverto un peggioramento del clima in paese e Sua Eccelenza ha continuato a concentrare a Bagnoli. Gravissimo."

FACEBOOK. La notizia ha presto fatto il giro dei social. Sulla pagina "Bagnoli dice no", che raggruppa tutte le persone che da mesi chiedono la chiusura del centro di accoglienza, tanti i commenti di indignazione: "Povera ragazza...non siamo liberi a casa nostra questa la triste verità", "Inammissibile una cosa del genere", "Questo è quello che abbiamo sempre temuto noi del Comitato".

SUMMIT. A seguito dell'accaduto, alle 11 di sabato, i dirigenti della Lega Nord hanno deciso di convocare un summit proprio nella zona dell'ex base militare. Presente Andrea Ostellari, segretario provinciale della Lega Nord di Padova e Roberto Marcato come responsabile immigrazione del partito.

ZAIA. Sull'aggressione di Bagnoli è intervenuto anche il presidente del Veneto Luca Zaia: "Chi stupra o commette reati, e non deve essere classificato in base al colore della pelle, alla nazionalità o alla religione, va punito. Punto e basta. Il problema - ha precisato Zaia - è che siamo in un paese nel quale per andare in galera si fa molta fatica. Se sono veri i fatti riportati dalle agenzie è l'ennesima prova che questo modo di dare ospitalità è da rigettare al mittente. Non possiamo dare ospitalità ad otto su dieci che non saranno mai riconosciuti come profughi - ha spiegato -, non possiamo far entrare nei nostri territori, in Veneto, persone che vengono dal resto del mondo dei quali non sappiamo nulla. Non sappiamo se facevano le crocerossine oppure se facevano i delinquenti a casa loro".

BERLATO. Dura anche la posizione del consigliere regionale Sergio Berlato, esponente di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale: "Non si può certo affermare che l'aggressione della donna da parte di un extracomunitario non sia un evento largamente annunciato da noi e dai nostri amministratori locali, primo tra tutti il nostro sindaco di Agna Gianluca Piva che da lungo tempo si battono strenuamente per veder risolto il problema dell'alta concentrazione di clandestini che sono ospitati nel centro di San Siro ed in quello di Conetta. Che la situazione fosse esplosiva e che gli abitanti della zona si sentissero al centro di una polveriera lo si era denunciato in moltissime occasioni, purtroppo inascoltati dal Governo che continua ad affrontare la questione dei clandestini in modo assolutamente fallimentare".

PROBLEMA DIFFUSO. "Del resto - conclude - finché attorno alla presunta accoglienza dei clandestini continuano a ruotare interessi esorbitanti per la gestione delle risorse pubbliche gestite dalle cooperative (più o meno rosse), non si potrà mai affrontare il problema in modo adeguato. Quello che è successo a Bagnoli succederà purtroppo anche nelle altre località dove il governo ha imposto la presenza dei clandestini, contro la volontà dei sindaci e dei cittadini residenti".

SINDACO AGNA. "Tutto questo è inaccettabile, inaccettabile, inaccettabile - grida il sindaco di Agna Gianluca Piva, amministratore che ha già vissuto da vicino la difficoltà di gestione dell'accoglienza profughi sul territorio cittadino - È ora che chi ha creato queste polveriere sul nostro territorio che ci stanno devastando in tutti modi possibili, le chiudano. È stato un errore aprirle, ora vanno cessate. Così non si può andare avanti e lo stiamo dicendo in tutti i modi e da mesi e mesi! Ora basta! Se non abbiamo risposte concrete e responsabili, ricorreremo anche alle barricate se serve. Quando hanno deciso di aprire Conetta e San Siro noi Sindaci non eravamo in cabina di regia e ora? Ci viene detto che noi dobbiamo risolvere il problema!? Non se ne parla. Ognuno si prenda le proprie responsabilità nei confronti dei comuni, del territorio e della popolazione".

LA MANIFESTAZIONE. A seguito dell'episodio, i sondaci di Cona (Venezia), Bagnoli ed Agna hanno indetto, per domenica alle 10.30 nella piazza davanti al municipio di Bagnoli di Sopra, "una manifestazione pubblica per la chiusura degli hub di Conetta e San Siro".

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