"Una palestra per l'Alzheimer", il progetto padovano partecipa alla gara "benefica"

A caccia di voti sulla piattaforma online di Aviva Community Fund. L'iniziativa è dell'organizzazione no-profit "Un abbraccio per l'Alzheimer"

"Una palestra per l'Alzheimer". È il progetto promosso dall'associazione "Un abbraccio per l'Alzheimer", con sede nella Residenza Breda, in via Ippodromo a Padova. Pet therapy, supporto alle famiglie a domicilio, stimolazione cognitiva: sono solo alcuni aspetti dell'iniziativa, che ha come obiettivo principale quello di fare "rete" e sensibilizzare la comunità affinché passi il concetto del "prendersi cura" del proprio caro con conoscenze e strumenti funzionali ai suoi bisogni.

A CACCIA DI VOTI. Per far conoscere il proprio progetto e reperire i fondi necessari alla sua realizzazione, l'organizzazione no-profit padovana ha deciso di partecipare alla "competizione" di Aviva Community Fund (qui il progetto), una gara tra iniziative benefiche, dove a fare la differenza sono i voti che ciascun progetto è in grado di accaparrarsi tramite l'apposita piattaforma online: le iniziative più votate raggiungeranno infatti la finale e una giuria stabilirà il vincitore per ciascuna delle 18 donazioni previste, in questo caso il finanziamento massimo sarà di 5mila euro.

I PROGETTI ATTIVI. L'associazione "Un abbraccio per l’Alzheimer" attualmente è impegnata in due progetti. Il primo è "un nido per l'Alzheimer", un servizio a favore delle persone con demenza e delle loro famiglie: per qualche ora la settimana vengono proposte attività specifiche con lo scopo di favorire la socializzazione e mantenere il più possibile le capacità cognitive residue, alleggerendo l'attività di accudimento del nucleo famigliare e permettendo quindi alle famiglie di usufruire di spazi temporali propri. C'è poi il progetto "Caffè corretto Alzheimer": un luogo di incontro e di aiuto per le persone con deterioramento cognitivo e le loro famiglie dove mettere insieme le esperienze, conoscersi, darsi una mano a vicenda per aiutare le famiglie ad alleggerire il peso e ad affrontare la malattia in modo più costruttivo uscendo dalla solitudine.

UNA "PALESTRA" PER L'ALZHEIMER. "Grazie al confronto con i familiari che accedono ai nostri servizi - spiega l'associazione - è emersa l’esigenza di stimoli in grado di sostenere le funzioni cognitive ed emotive della persona malata, che rischia l’isolamento e l’impoverimento a causa della malattia stessa". Da qui nasce l’idea di muoversi in diverse direzioni: la "stimolazione cognitiva", un intervento con l’obiettivo di massimizzare le funzioni residue del soggetto per mantenere il più possibile l’autonomia individuale (l’apertura della "palestra per l’alzheimer" prevede sia la stimolazione cognitiva di gruppo che quella individuale a domicilio); la "pet therapy"; il "supporto alle famiglie a domicilio", per fornire informazioni sulla gestione dell’ambiente (per renderlo maggiormente agibile alla persona con alzheimer), e sulla gestione dei disturbi del comportamento tipici di questa patologia.

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