Spaccate, fine delle indagini su Torch: un solo furto a suo carico

Il Tribunale del riesame ha disposto che il tunisino resti in carcere, dove si trova da ottobre. Oltre all'accusa di ricettazione resta in piedi, grazie al dna, quella per un solo colpo

Uno dei frame che avevano portato all'arresto del tunisino Torch

Era il sospettato numero uno per l'ondata di spaccate che hanno colpito i negozi del centro. Invece al termine delle indagini condotte dal pubblico ministero Roberto Piccione le prove lo inchiodano al solo colpo messo a segno ad agosto al B-Gall.

Le accuse

Tunisino quarantenne, irregolare e con una lunga serie di precedenti, Torch è stato arrestato la notte del 9 ottobre. Lo riprendevano le telecamere di sorveglianza vicino ad alcuni degli obiettivi colpiti, lo incastrava la refurtiva trovata nell'alloggio in cui si rifugiava in via Varese. Diverse le spaccate che gli venivano contestate: alla Panetteria Carlotta, al negozio E-Fashion, al Public di via Altinate e al locale B-Gall di galleria Borromeo.

Il dna lo incastra

Dopo quattro mesi di indagine solo quest'ultimo è però senza dubbio riconducibile al tunisino. Le tracce di sangue lasciate sulla vetrata sfondata e analizzate dal Ris appartengono a Torch, dunque è stato lui a rubare le bottiglie di vino e circa 250 euro di fondo cassa. Le analisi negli altri locali depredati non consentono invece di addebitargli con certezza la paternità dei furti. Per il colpo alla Panetteria Carlotta era sospettato anche il 51enne Luca Smania (arrestato a metà ottobre).

La merce rubata

Resta invece valida l'accusa di ricettazione in concorso con la sorella Mounira, in carcere dal 25 novembre dopo essere stata sorpresa a bordo di un furgone carico di refurtiva che stava tentando di imbarcare su una nave diretta in Tunisia. Abbigliamento, costose biciclette, anche alcune sigarette elettroniche: tutta merce risultata rubata. Le sigarette elettroniche in particolare appartenevano al negozio Vape Club, ritenuto un altro dei possibili obiettivi di Torch. Refurtiva che secondo l'accusa l'uomo aveva nascosto nella ex scuola Rodari di Mortise, ora occupata, dove la sorella sarebbe andata a recuperarla dopo un colloquio in carcere. E poi c'è la merce recuperata in via Varese, nella casa popolare assegnata al marito italiano di Mounira ma di fatto occupata dal quarantenne Amor. Circa 14mila euro tra capi di vestiario e accessori proventi della spaccata ai danni del negozio Public a inizio maggio.

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Resta in carcere

Nonostante la refurtiva recuperata non è stato possibile accertare che i furti siano stati materialmente commessi da Torch, che pertanto in attesa del processo rimane in carcere accusato della sola spaccata al B-Gall e del reato di ricettazione.

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