Anziani torturati e rapinati: gioielli venduti al compro oro dai banditi, che confessano

Due marocchini, un 33enne residente a Castelbaldo e un 26enne residente a Merlara, sono stati fermati per la violenta rapina del 20 luglio scorso a Piacenza D'Adige. La moglie del primo è indagata per ricettazione: aveva venduto i monili in un negozio a Rovigo. Un terzo complice è ricercato

L'interno della casa di Piacenza D'Adige dopo l'incursione dei banditi

Insoddisfatti dei 1300 euro in contanti rinvenuti nel portafogli dell’anziano, volevano "l'oro". Ecco allora che sono ricorsi a ogni mezzo di tortura per farsi consegnare quei mille-duemila euro in monili, poca roba, tra cui le fedi nuziali, una spilla, una moneta, custoditi nell’armadio della camera da letto. Legati, marito e moglie ultraottantenni vittime dei tre rapinatori-aguzzini che la notte del 20 luglio scorso hanno fatto irruzione infrangendo la porta finestra d’ingresso della loro casa in via San Felice, una zona isolata, a Piacenza D'Adige, nella Bassa padovana, sono stati sorpresi nel sonno, portati al piano terra, malmenati e minacciati con due coltelli.

LE TORTURE. Ad entrambi è stato inferto un colpo al capo con un grosso specchio. La donna è stata colpita con un cuscino al volto ripetutamente, nonché torturata con un ferro da stiro rovente per estorcerle il codice del pin del bancomat (che poi però non avrebbero utilizzato perché successivamente tempestivamente bloccato dagli anziani) e ferita con dei tagli al braccio con un coltello. Il marito preso a schiaffi. La coppia, a distanza di due mesi ora ripresasi, venne però ricoverata in prognosi riservata all'ospedale di Schiavonia subito dopo la vicenda.

IL VIDEO: L'abitazione a soqquadro dopo la violenta rapina

INCASTRATI COL COMPRO ORO. I banditi, che dopo l'efferata rapina si erano dileguati lungo l'argine del fiume Fratta in bicicletta, hanno però commesso un grossolano errore, che grazie all'acume investigativo e alla tenacia dei carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile della compagnia di Este, ha consentito di incastrarli. Il giorno successivo, la moglie di uno di loro aveva venduto i gioielli minuziosamente descritti dall'anziana agli inquirenti, a un compro oro di Rovigo. I militari dell'arma, prevedendo che i rapinatori avrebbero cercato di monetizzare in questo modo il bottino, passando in rassegna tutti i compro oro delle province di Padova, Vicenza e Rovigo, si sono così imbattuti anche in quello prescelto dai malviventi. Centro.

LA MOGLIE E IL COMPLICE. Dalla donna che li aveva consegnati, una 33enne marocchina, è stato semplice risalire all'identità del marito, H.Z.E.A. 33enne marocchino residente a Castelbaldo, disoccupato, con precedenti, regolare in Italia e di fatto senza fissa dimora. Dalle frequentazioni e indagini su quest'ultimo, gli investigatori sono quindi arrivati anche al secondo "socio", B.A., un connazionale 26enne residente a Merlara, a sua volta di fatto senza fissa dimora, disoccupato e con precedenti.

REI CONFESSI, SI CERCA IL TERZO. Al termine dell'attività investigativa, coordinata dal pm di Rovigo Sabrina Duò, i due marocchini sono stati sottoposti a fermo d’indiziato di delitto per rapina aggravata. Entrambi, messi di fronte alle proprie responsabilità, dopo una resistenza iniziale che li aveva fatti cadere in contraddittorio, hanno confessato, ammettendo ogni addebito. I due sono stati accompagnati nella casa circondariale di Rovigo dove si trovano a disposizione dell'autorità giudiziaria. La moglie del 33enne è stata invece denunciata a piede libero per la ricettazione dei gioielli. Indagini sono invece ancora in corso per identificare il terzo complice. I gioielli, recuperati, sono stati invece riconsegnati ai legittimi proprietari.

LA CASA A SOQQUADRO DOPO LA RAPINA, IL VIDEO:

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