Controllo dell'aria: cittadini preoccupati dopo l’incontro con Apav e il comune di Saoanra

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Riceviamo e pubblichiamo:

“Lunedi 25 febbraio c'è stato l'incontro con Arpav e l'amministrazione di Saonara e la sala consiliare si è riempita di cittadini, di gruppi quali Legambiente e Liberiamolaria, e di persone competenti che hanno potuto fare domande o meglio fare proposte.

Ne è uscito un dato e cioè che questo monitoraggio dell'aria a Saonara del 2018 non ha soddisfatto i presenti. Il dato che emerge è il valore di benzo(a)pirene (elemento cancerogeno) che nel periodo invernale ha superato di quattro volte il limite consentito dalla normativa.

Un altro dato che non è piaciuto è che non sono stati esaminati né il PM 2,5 né i metalli pesanti (arsenico-nichel-cadmio) e che invece, se richiesto ad Arpav, potevano essere esaminati.

Poi il tipo di monitoraggio non ci dice in nessun modo gli orari in cui ci sono stati i picchi del benzo(a)pirene che se è risultato mediamente di quattro volte superiore vuol dire che può aver avuto picchi anche importanti.

Alla fine nessuno sa il perché di questo dato (che deve essere considerato allarmante), e nessuno può con questi dati dare una qualche indicazione della fonte.

È stato interessante ascoltare i molti cittadini: chi ha additato come possibile causa le stufe a legna, chi l'accompagnare a scuola i ragazzini e inquinare con le auto (ma c'è chi ha controllato attraverso la lettura delle targhe che erano tutte auto euro 6, euro 5, poche euro 4, nessuna euro 3), chi vuole capire se le acciaierie a noi così vicine c'entrano, e poi ovviamente il traffico della strada dei Vivai, la zona Industriale con cui confiniamo, l'inceneritore, etc...

Poi non ha convinto il discorso di aver posizionato la centralina sopravento rispetto alla zona industriale e che questa informazione dovrebbe farci stare tranquilli perché protetti dai fumi delle acciaierie per cui sarebbe invece opportuno effettuare una campagna di misura attraverso una metodologia che ricerchi le posizioni geografiche delle possibili fonti emissive (ad esempio utilizzando strumenti che permettano di effettuare misure continue piuttosto che valori medi). Il sindaco è stato chiamato alle sue responsabilità sulla salute della cittadinanza, e invitato ad assumere immediati provvedimenti! Legambiente ha invitato ad una riflessione anche sul consumo di suolo e le conseguenti eliminazione di alberi, che sono utili ad azioni filtranti e depuranti! Se davvero le stufe a legna possono contribuire a questa forma d'inquinamento, è utile sapere ed informare i cittadini che un bando Regionale da' un contributo per la rottamazione di vecchie caldaie /stufe a legna ma bisogna sbrigarsi perché scade il 30 aprile 2019.

Quindi..... tutto da rifare? I cittadini presenti sperano di sì ma rifare bene e presto!”

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