Doppia vita: lavora in un'azienda padovana, ma è membro di una banda criminale

I carabinieri hanno arrestato un napoletano, accusato di aver partecipato a numerosi furti in Campania. Lo hanno scovato in zona industriale dove era impiegato in una cooperativa

Si nascondeva a Padova, prestando servizio in una notissima azienda del capoluogo, uno dei membri di una banda criminale smantellata dai carabinieri.

Il blitz

Trentasettenne, nato e residente a Napoli, si è trasferito da qualche tempo nel capoluogo euganeo. Ha trovato lavoro in una cooperativa che negli ultimi periodi lo ha impiegato in uno stabilimento della zona industriale. Nulla di strano, se non fosse uno dei componenti di un gruppo specializzato in furti che colpiva nel salernitano. Questa l'accusa che giovedì mattina lo ha fatto finire in carcere su ordine del tribunale di Vallo della Lucania. A notificargli l'atto e arrestarlo sono stati i carabinieri che lo hanno prelevato nella sede dell'azienda. Fatto curioso, nonostante diversi precedenti penali è stato assunto dalla cooperativa, dove pare che qualche imprecisione nelle fasi di registrazione gli abbia consentito di ottenere il posto. Dettagli al vaglio degli inquirenti, che stanno cercando di far luce sulla vicenda.

Gli arrestati

Mentre i carabinieri padovani arrestavano il 37enne, i colleghi di Napoli si presentavano alla porta di casa di un 52enne, destinatario dello stesso ordine di carcerazione insieme ai figli di 28 e 25 anni. Secondo l'indagine condotta dai militari della compagnia di Agropoli sono loro, insieme a un quinto personaggio ancora ricercato, i membri del sodalizio criminale. Autori di colpi di ogni genere, devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata al furto. Furti che, per la procura vallese, avrebbero consumato in abitazioni, negozi, fabbriche e banche. Proprio l'assalto alla filiale di una banca a San Marco di Castellabate nell'aprile 2018 aveva dato il via alle indagini. In quell'occasione erano riusciti a rubare circa 35mila euro asportando la cassaforte del bancomat dopo aver scardinato la porta. Per fuggire avevano usato un furgone e due auto, le cui targhe sono state immortalate dalle telecamere e hanno permesso di risalire a loro.

I travestimenti

Mercoledì mattina perquisendo le loro abitazioni sono state recuperate prove fondamentali per capire il loro modus operandi. I banditi usavano travestirsi da poliziotti per dare meno nell'occhio, come testimonia il ritrovamento di cappelli e pettorine con i simboli della polizia, lampeggianti per auto, ricetrasmittenti e una pistola Beretta falsa, oltre a numerosi documenti su una finta carta intestata delle forze dell'ordine. Arrestati i quattro uomini, i carabinieri sono ora al lavoro per rintracciare il quinto complice.

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