Banda dei furti in casa: in manette anche l'ultimo familiare. Fuggì prima del blitz

É stato arrestato anche l'ultimo dei componenti della banda ritenuta responsabile di una ventina di furti tra Veneto e Toscana. É fratello del boss dell'organizzazione, indagato con la moglie, due figli e tre complici. Altri tre uomini sono finiti in carcere in distinte operazioni

Un'immagine del blitz che all'alba del 15 febbraio ha portato all'arresto di quattro persone

É Mario Rukavina Bosjak, cinquantatreenne nato in Croazia, il quinto membro del clan Bosjak ritenuto artefice di almeno diciotto colpi ai danni di abitazioni private consumati tra aprile e ottobre del 2018 nelle province di Padova, Venezia, Vicenza, Rovigo e Lucca.

Il blitz e la banda smantellata

All'alba del 15 febbraio i carabinieri del Nucleo radiomobile di Este avevano notificato quattro ordinanze di custodia in carcere ai coniugi Marko Bosjak e Luisa Braidich, 51 e 56 anni residenti a Borgo Veneto, e ai due figli Enthony e Roberto Bosjak di 26 e 23 anni. Colpiti invece da obbligo di dimora i fratelli di 25 e 20 anni J.D. e J.R. di Corte Franca e il 64enne F.P. di Ardesio. In quell'occasione mancava all'appello un quinto membro della famiglia ritenuto parte attiva del gruppo criminale. A una decina di giorni dal blitz gli inquirenti hanno rintracciato Rukavina, residente a Villamarzana in provincia di Rovigo. Fuggito poche ore prima dell'arrivo dei carabinieri, ha aspettato una decina di giorni e pensando che le acque si fossero calmate ieri è rientrato a casa. Ad attenderlo ha però trovato i militari. Arrestato e posto ai domiciliari, è il fratello di Marko Bosjak. Nei giorni scorsi la procura di Pordenone ha fatto notificare a tutti i membri della banda un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare relativa a un furto commesso a San Stino di Livenza.

Personaggi illustri in manette

Altre tre persone sono state arrestate nella giornata di lunedì in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare. I carabinieri di Camposampiero hanno rintracciato il quarantenne tunisino Hchem Chaabani, già arrestato lo scorso 3 febbraio dopo essere stato sorpreso a cedere della cocaina a un padovano. Condannato, aveva l'obbligo di firma quotidiana alla polizia giudiziaria. Almeno fino a ieri, quando è stato trasferito al Due Palazzi su ordine della procura per scontare una condanna a sette mesi e ventisei giorni per reati risalenti al periodo tra il 2011 e il 2016. I militari di Prato della Valle hanno invece condotto al Due Palazzi Kingsley Ehimen, ventottenne nigeriano sorpreso ieri pomeriggio in via Tommaseo. Già destinatario di un ordine di carcerazione per reati di spaccio e irregolare in Italia, sconterà sette mesi e ventinove giorni al penitenziario padovano.

Rapina e tentato omicidio

Si trova ai domiciliari un altro nome noto della criminalità veneta con una lunga serie di precedenti. Rodolfo Hudorovich, sessantatreenne di origine nomade residente a Piove di Sacco, è stato raggiunto ieri dai carabinieri che gli hanno notificato l'ordine di carcerazione emesso dalla procura della Repubblica in seguito alla condanna della Corte d'Appello del tribunale di Venezia emessa a gennaio 2017 e diventata definitiva. Hudorovic deve rispondere delle gravissime accuse di tentato omicidio, rapina e lesioni aggravate, per le quali è stato condannato a tre anni e sette mesi dopo una violenta rapina consumata ad Arcugnano, nel vicentino, nel 2005.

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