Dalla baby gang ai furti di famiglia: padre e figlio in carcere dopo il colpo alla ex Nek

Arresto in flagranza per due volti arcinoti del crimine padovano. Giuseppe e Danilo Cutaia sono stati ammanettati domenica dopo aver razziato uno stabile abbandonato

I carabinieri del Norm di Abano all'esterno della ex sede della ditta Nek (nel riquadro: la refurtiva nascosta nel borsone)

Nomi illustri per un furto in un luogo tristemente celebre. Padre e figlio (57 e 25 anni) sono stati colti in flagrante dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Abano Terme mentre mettevano a segno un colpo all'interno dello stabilimento che ospitava la ditta Nek Srl, semi distrutto dal pauroso incendio che devastò il centro di smaltimento nell'ottobre 2016.

Il teatro del colpo

Gli inquirenti erano in allerta già da qualche giorno, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni in merito a movimenti sospetti all'interno dei capannoni di via Umbria. Nonostante siano stati abbandonati dopo il rogo doloso (per il quale sono stati condannati la ex dipendente Bouchra El Kahi, 35enne marocchina, e il compagno Said Rabbah di 29 anni) con danni per tre milioni di euro, i locali sono ora di proprietà della Sesa Spa di Este e al loro interno vi è ancora molto materiale. Strumenti e componenti metalliche in particolare, e proprio a quelle miravano i due ladri.

Dal blitz al carcere

Al momento del blitz la coppia stava asportando diversi cavi di rame con delle tenaglie. Immediatamente bloccati e ammanettati, avevano già infilato in un voluminoso borsone altri cavi elettrici e tubi, una ventina di chili in totale. Tutta merce particolarmente ricercata per i criminali che la trafugano dagli stabilimenti per poi rivenderla. Arrestati con l'accusa di tentato furto aggravato, padre e figlio sono stati trasferiti nella caserma di Abano e lunedì mattina sono comparsi davanti al giudice per l'udienza di convalida del fermo con rito direttissimo. Il provvedimento è stato confermato ed entrambi sono stati condotti in carcere.

carabinieri abano nek monselice2-2

Una vita consacrata al crimine

I Cutaia, originari di Enna ma da anni residenti nel padovano, sono notissimi alle forze dell'ordine per una sequela di reati precedenti. Nel febbraio 2012 Giuseppe (57 anni) e Danilo (25) sono stati arrestati a Rovigo insieme a un complice dopo un furto in abitazione, ma il loro curriculum criminale è variegato e ricco. In particolare Danilo è balzato agli onori delle cronache diverse volte negli ultimi dieci anni, dopo il primo arresto per furto nel 2008 quando aveva solo 15 anni. Con il fratello minore è stato l'indiscusso boss della baby gang che per anni ha terrorizzato l'Arcella rubando motorini, automobili e aggredendo numerosi ragazzi, costretti a subire i soprusi degli affiliati al clan di bulli. Accusato di spaccio (la sua zona preferita era quella del Duomo), rapina e una sfilza di altri reati, Danilo è stato arrestato due volte nel 2015 quando, sempre con il supporto dei suoi “secondi” (soprattutto giovanissimi stranieri) è stato condannato a un anno con obbligo di dimora per il furto di un'automobile. Nell'ottobre 2017 è finito ai domiciliari, condannato a quattro anni. Lo scorso agosto è però stato nuovamente arrestato per un furto in casa in via De Visiani. Un'abitudine che pare non abbia intenzione di abbandonare e che gli è valsa la carcerazione.

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