Aggredisce e tenta di accoltellare la fidanzata: lui fu al centro di un tentato omicidio

Un trentanovenne padovano è finito in carcere al termine di un'indagine che ha ricostruito il pestaggio. A giugno l'uomo fu massacrato a badilate dal patrigno e un amico

(foto: archivio)

Un filo rosso di violenza ammanta gli ultimi mesi della vita di D.G., 39enne di Monselice. É passato da vittima a carnefice, finendo in carcere con accuse pesantissime per aver maltrattato la compagna. Durante l'estate era invece stato selvaggiamente picchiato a casa della propria madre, rischiando la vita in seno a un'oscura vicenda mai completamente chiarita.

Il pestaggio

Il 39enne (le cui generalità complete non vengono divulgate per selvaguardare la privacy della vittima ndr) è stato arrestato in flagranza dai carabinieri di Monselice dallo scorso 11 ottobre. Quel giorno, come ricostruito dagli inquirenti, l'uomo aveva brutalmente aggredito la fidanzata. Una pioggia di calci e pugni, anche al volto e alla testa, che avevano lasciato tramortita e dolorante la donna. Non le aveva risparmiato nemmeno l'uso di un coltello da cucina, con cui l'aveva tagliata di striscio a una coscia prima di scappare. L'intera scena era avvenuta davanti agli occhi terrorizzati della madre della vittima, che aveva chiamato i soccorsi e allertato i militari.

Lo stalking

A pochi minuti da quell'episodio l'uomo ha anche messo in atto una costante persecuzione nei confronti della fidanzata, contattandola a ripetizione nonostante lei avesse cercato di troncare ogni rapporto. Al momento in cui i militari l'hanno bloccato all'interno di un bar era ancora intento a tentare di chiamare la donna. Il quadro indiziario seguito alle indagini ha confermato gli abusi tanto che la procura ha convalidato l'arresto che ha portato il 39enne a restare in una cella del Due Palazzi. Il monselicense deve rispondere delle accuse di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e lesioni personali aggravate.

Il tentato omicidio

L'uomo non è un volto nuovo per le forze dell'ordine, sia per pregressi episodi di minacce e reati contro la persona, sia per un fatto di sangue che lo ha visto recentemente coinvolto. Nella tarda serata del 17 giugno aveva raggiunto a Pernumia l'abitazione della madre, dove vivevano anche il compagno di lei (46enne) e un amico (69enne). I rapporti logori tra patrigno e figliastro sarebbero alla base di una furiosa discussione, al culmine della quale il 46enne e il 69enne avevano massacrato a badilate il 39enne riducendolo in fin di vita.

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