Già espulso, continua a spacciare nascondendosi in una casa popolare

Non potrà tornare sul territorio cittadino il cinquantenne arrestato ieri dalla polizia al termine di un'indagine. Pluripregiudicato e nullafacente, alloggiava nella casa di una connazionale

Il materiale sequestrato dalla Squadra mobile

Non solo si manteneva spacciando e nascondendosi in un appartamento Ater dopo essere stato espulso a ottobre. Emeka Nwosu ha anche cercato di depistare gli inquirenti al momento del fermo, dicendo di essere ospite di un casa di accoglienza religiosa.

Il fermo

Accusato di detenzione di stupefacente, il nigeriano è finito in manette martedì pomeriggio al termine di un blitz della Squadra mobile che lo ha bloccato fuori dal palazzo di via del Commissario, in zona Crocifisso, dove alloggiava abusivamente da quattro mesi. Gli agenti erano sulle sue tracce da giorni, dopo averlo identificato come spacciatore, e i diversi pedinamenti hanno permesso di scoprire la sua base logistica. Quando è uscito in bicicletta per l'ennesima consegna lo hanno bloccato all'altezza del civico 34. Per tutta risposta il nigeriano ha detto di essere ospite della vicina “Casa a colori”, residenza religiosa che funge sia da ostello che da casa di accoglienza.

L'alloggio e il bottino nascosto

Una palese bugia, perché i poliziotti erano certi che si rifugiasse nella casa popolare e la perquisizione ha dato la conferma decisiva. Nell'appartamento, assegnato da Ater a una donna nigeriana naturalizzata italiana, Nwosu aveva a disposizione una stanza che chiudeva a chiave ogni volta che usciva. Lì sono stati sequestrati 6 grammi di cocaina grezza, tutto l'occorrente per tagliarla e preparare le dosi e 180 euro che hanno portato al suo arresto. Rintracciata l'affittuaria, si è scoperto che riceveva 100 euro al mese dal 50enne: soldi in nero che ora apriranno ulteriori indagini nei confronti della donna, per la quale potrebbe configurarsi il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Una sfilza di precedenti

Nwosu, che ha precedenti per spaccio e resistenza e non lavora da cinque anni, bazzica Padova almeno dal 2012 e lo scorso 22 ottobre è stato colpito dall'ordine di allontanamento e dal decreto di espulsione. Provvedimenti che non ha rispettato, trasferendosi a febbraio in via del Commissario da dove ha continuato il suo lavoro illecito di pusher. In sede di direttissima il giudice ha disposto nei suoi confronti il divieto di dimora in città ed è stato accompagnato al Centro di permanenza temporanea di Potenza.

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