Ricatto sessuale alla quindicenne: lei incastra il pedofilo, all'appuntamento trova gli agenti

Ha adescato una ragazzina, minacciandola di diffondere le sue foto osè, per poi costringerla a incontrarlo in casa dei genitori. Dove però lo aspettavano i poliziotti

Sono giovanissimi i protagonisti della storia che mescola allo stalking la pedopornografia. Lei infatti ha solo 15 anni, il suo aguzzino 19. Teatro dell'adescamento è stato un social network, ma grazie al web la ragazza è anche riuscita a denunciarlo.

La segnalazione

L'arresto risale allo scorso 21 marzo. Quel giorno gli agenti della squadra mobile si sono nascosti nella casa di una famiglia padovana per incastrare l'uomo che da qualche tempo ne molestava la figlia adolescente. A chiedere il loro aiuto è stata la stessa vittima attraverso Youpol, l'applicazione per smartphone per segnalare direttamente alla questura situazioni di pericolo.

Dall'adescamento alle minacce

Su Instagram, social network in voga tra i giovanissimi, la quindicenne aveva conosciuto un pakistano poco più grande di lei (le cui generalità complete non vengono divulgate per salvaguardare la privacy della vittima ndr). Hanno scambiato messaggi sempre più intimi, finché lei ha accettato di inviargli delle fotografie. A quel punto le richieste dello straniero sono diventate esplicite: «Incontriamoci e facciamo sesso» le diceva ormai quotidianamente, sempre più insistente. Quando ha capito che la preda non avrebbe ceduto, è passato alle minacce: «Se non lo fai, pubblico le tue foto».

Il blitz

Stremata e senza scampo, insieme al padre è stata ascoltata dagli agenti, che con l'aiuto dei colleghi della polizia postale che hanno organizzato la trappola. Ha contattato l'adescatore, fissando un appuntamento a casa dei genitori. Quando è arrivato, il pakistano ha però trovato alla porta i poliziotti. Il suo cellulare ha fornito le prove decisive: c'erano i messaggi con le minacce, ma anche le fotografie che, essendo la vittima minorenne, sono a tutti gli effetti materiale pedopornografico. Arrestato, è stato portato in carcere.

I consigli degli agenti sui social

La polizia postale consiglia, per evitare simili casi, di importare i profili social in modalità privata, oltre a non divulgare immagini private che potrebbero diventare fonte di ricatto e a vigilare sulle frequentazioni virtuali dei figli minorenni,

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