Rapinato al parco dalla banda con un cavallo di ritorno: tra i bulli c'è anche una 16enne

Due ragazzi sono stati arrestati e una minorenne denunciata per rapina e tentata estorsione nei confronti di un ventenne. Per riavere il suo tablet avrebbe dovuto pagarli

I carabinieri al termine del servizio al parco Iris

Non solo la rapina, ma anche un tentativo di estorsione per vedersi riconsegnare il tablet rubato. Grazie al sangue freddo della vittima la gang di bulli è però finita in manette.

La rapina e l'aggressione

Sono le 20.30 di venerdì quando un 20enne, origine romena ma da sei anni a Padova, attraversa a piedi il parco Iris. Sta rincasando e con sé ha un tablet acquistato da poco. D'un tratto si trova circondato da quattro persone, tre ragazzi e una ragazza. Non li conosce, ma le loro intenzioni sono subito chiare. L'aspirante leader, un 24enne ecuadoregno che si fa chiamare "El loco" (il pazzo), gli sferra un pugno allo stomaco. Due coetanei lo spalleggiano pronti a rincarare a dose. La giovane, di appena 16 anni, ne approfitta per sfilare il tablet al 20enne. Estrae la scheda sim, la restituisce alla vittima e scatta il tentativo di estorsione: «Se lo rivuoi torna qui domani sera con 50 euro» gli intimano andandosene.

La trappola

Il giovane è impaurito, ma deciso ad andare a fondo. Sabato mattina si presenta alla caserma di Prato della Valle e racconta tutto. Per fermare i bulli i carabinieri con i colleghi del Norm organizzano una trappola: la vittima andrà all'appuntamento, ma appostati al parco ci saranno sei militari. Sabato sera, puntuale, il romeno è di nuovo all'Iris. Nemmeno i quattro della gang mancano l'incontro.

Il blitz e gli arresti

La 16enne mostra il tablet: è integro, se lo rivuole deve solo sborsare i soldi. A confermarglielo stavolta è un 24enne sudanese, mentre "El loco" resta in disparte. Appena l'africano presenta il conto scattano il blitz e le manette. Uno riesce a scappare, mentre due finiscono in arresto. Sono Henry Wladimir Trivino Estupinan, 24enne dell'Ecuador, e Mohamed Ayman Tarig Salaheldin, coetaneo del Sudan. La ragazza, italiana di origine tunisina, se la cava con una denuncia perché minore. Devono rispondere tutti di rapina e tentata estorsione in concorso. Mentre il tablet veniva riconsegnato al proprietario, gli inquirenti si sono messi al lavoro per rintracciare il quarto bullo.

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