Spaccio tra Padova e Venezia, in manette tre pusher. Nascondevano la droga in campagna

Tre nordafricani rifornivano di cocaina l'area a cavallo tra le due province con decine di clienti italiani. Arrestati in due operazioni simultanee, avevano con sé migliaia di euro

(foto: archivio)

La guardia di finanza di Padova dopo un lungo lavoro di pedinamento e osservazione, ha arrestato in flagranza di reato tre tunisini, noti spacciatori con precedenti. Si spostavano in auto per recuperare lo stupefacente nascosto e per consegnarlo. Ora si trovano in carcere.

Sosta sospetta

Tutto è cominciato quando i baschi verdi hanno notato gli strani movimenti di due pregiudicati nordafricani a bordo di una Lancia Y a Noale. L'auto viaggiava a forte velocità, ma improvvisamente ha frenato bruscamente all'altezza di alcuni cassonetti. Il passeggero è sceso e in pochi secondi si è chinato tra i bidoni risalendo poi in auto. Una mossa sospetta, che ha spinto i militari a seguire il veicolo.

Le indagini

Per tre giorni li hanno pedinati, raccogliendo le prove dell'ampio traffico di droga organizzato dalla coppia con la complicità di un terzo connazionale. I finanzieri hanno scoperto le abitazioni dei tre pusher, i loro luoghi abituali di spaccio, l'identità dei clienti (quasi tutti italiani) e soprattutto dove la cocaina veniva nascosta. Gli spacciatori cercavano infatti di muovere poche dosi alla volta: così, se controllati, ne avrebbero dichiarato solo l'uso personale. Le grosse quantità venivano nascoste sotto terra in campagna, mentre le dosi già pronte venivano piazzate vicino ai cassonetti in modo da poterle recuperare in fretta. La stessa operazione compiuta dai due occupanti della Lancia a Noale.

Gli arresti

Ricostruito il loro modus operandi e scoperto che i tre si spostavano usando la Lancia Y e un'altra auto, i militari hanno teso la trappola. Sfruttando due delle decine di consegne giornaliere, li hanno intercettati con due posti di blocco, uno a Noale e l'altro a Perarolo di Vigonza. Scoperti con 150 grammi di cocaina e oltre 7mila euro in contanti, sono stati arrestati. K.H., K.H. e H.M., tutti pregiudicati, si trovano ora nelle carceri di Padova e Venezia.

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