In carcere madre e figli, assi delle "truffe al contrario" da novemila euro in una settimana

Sono finiti in carcere, accusati di per truffa e riciclaggio, i fratelli Lukes e Morgan Hudorovich, 30 e 45 anni, e la madre Fatima Halilovich di 68 al termine di una lunga indagine

(foto: archivio)

Il trio è stato arrestato lunedì mattina dalla Squadra mobile di Padova che da un anno aveva aperto un'indagine sul loro conto.

Il via alle indagini

Gli accertamenti erano partiti dalla segnalazione di un giovane nigeriano, che esattamente un anno fa si era presentato in questura. L'africano aveva detto di essere stato avvicinato pochi giorni prima dai due fratelli, che lo avevano convinto ad attivare una carta PostePay in un ufficio postale di Castelfranco. La scusa era stata quella di trovargli un lavoro e avere la carta attiva per ricevere lo stipendio. La farsa ha retto solo dal 28 agosto al 5 settembre del 2018, poiché ben presto lo straniero si era reso conto di qualcosa di molto strano.

Le truffe

Gli Hudorovich gli avevano infatti requisito la carta, usandola per ricevere i soldi provento delle truffe e riciclarli inviandoli ad altre tessere intestate a Lukes e alla madre. Seguendo i movimenti della PostePay gli inquirenti hanno ricostruito il giro di truffe. Sempre identico il modus operandi: i fratelli cercavano online degli annunci di vendita, si fingevano interessati all'acquisto e abbindolavano i venditori, convincendoli ad andare al più vicino sportello delle Poste per incassare il denaro. Guidandoli al telefono gli facevano compiere una serie di operazioni, il cui risultato era quello di inviare i soldi anziché riceverli. Soldi che finivano sulla PostePay del nigeriano (nelle mani degli Hudorovich) per poi essere prelevati in contanti o girati sulle altre prepagate di famiglia.

I proventi

Grazie ai movimenti bancari gli inquirenti sono risaliti alle filiali in cui operavano i fratelli, incastrati dalle immagini di videosorveglianza di diversi uffici postali tra il Padovano e il Veneziano. In otto giorni erano riusciti a farsi inviare 9.090 euro, di cui 2.500 ottenuti con una sola truffa ai danni di una persona di Trani.

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I precedenti

Viste le prove schiaccianti l'autorità giudiziaria ha emesso nei confronti dei tre indagati un ordine di custodia cautelare eseguito lunedì mattina in via Annibale da Bassano a Vigodarzere, dove la famiglia vive in un'abitazione di proprietà attorno alla quale si è formato un campo nomadi di roulottes. La stessa Fatima Halilovich era stata arrestata con il marito a metà agosto perché da quindici anni si erano collegati abusivamente alla rete Enel approvvigionando abusivamente di corrente la loro casa e altre 25 persone.

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