Condannato, Ascierto attacca polizia giudiziaria e magistrati. "Dopo elezioni dico tutto. Falle già nell'indagine"

"Parlerò e dimostrerò tutto, dopo le elezioni", annuncia l'ex maresciallo dei carabinieri e parlamentare condannato per aver gonfiato fatture dell'ass. Andromeda. Decisione che contesta

Ha appena smesso di leggere i giornali quando lo raggiungiamo al telefono, Filippo Ascierto. “Vuoi sapere cosa penso di quanto ha detto Carrai? Mi fa piacere abbia voluto spiegare lui, un uomo rispettato e onesto”. L’ex assessore, ha spiegato, con una nota ripresa dalla stampa locale, che la condanna nei confronti di Ascierto "è ingiusta e che la verità non è stata colta”. E ha spiegato, Carrai, che i soldi, 2000 euro di fondi pubblici, sono stati impiegati per gli allestimenti di una manifestazione contro lo spaccio in via Anelli e non incassati da Ascierto. Proprio Carrai, allora assessore, aveva messo a disposizone quei soldi per l'organizzazione della giornata.  

"Parlerò dopo le elezioni"

La condanna non gli è andata proprio giù, ad Ascierto. “Facciamo passare le elezioni, poi il 6 o il 7 tiro fuori tutti i documenti che ho e che saranno la base per il mio ricorso. Poi è davvero incredibile, assolvono dalla stessa accusa la Levis e a me? Mi condannano? Per cosa, per duemila euro? Ma fatemi il piacere. I fatti non sussistono e lo proverò con piacere”. E’ una critica forte, quella che fa alla magistratura, ma ne ha un po’ per tutti. “La giustizia in Italia è un bel problema. Mentre i magistrati fanno le sentenze prima delle elezioni, io per correttezza voglio aspettare, invece. La mia difesa parte da atti che non si sono degnati di prenderli in considerazione attentamente e che hanno a disposizione. Ben 27 fascicoli”.

Attacco alla polizia giuiziaria

Non ce l’ha solo con la magistratura, l’ex maresciallo dei carabinieri: “Emergeranno anche delle falle anche del sistema investigativo, quindi negligenze compiute dalla polizia giudiziaria”. Gli facciamo notare che anche lui ha fatto parte delle forze dell’ordine ed è strano sentirlo parlare così della polizia: “Proprio perché sono un ex carabiniere lo dico e posso permettermi di farlo!”, risponde con tono deciso che non nasconde un po’ di sarcasmo. “Anche in questo caso, proverò nei fatti quello che sto dicendo. Ma oggi è presto, aspettiamo ancora qualche giorno”. Un ricorso ma non solo, nelle intenzioni di Ascierto. “Farò questo solo perché sono costretto a ricorrere contro una sentenza per me assurda della quale ancora devo leggere le motivazioni. Ma già così da dire ce n’è eccome”.

Lo schiaffo

Da che non vuole parlare perché vuole attendere a quasi non lo si riesce a fermare: “Sarà che sono brutto cattivo? Sarà per quello che mi hanno condannato. Per 2000 euro, pare uno scherzo. Somma spesa per un allestimento in una campagna contro lo spaccio di droga. Soldi spesi per pagare una ditta che mi facesse il lavoro, trovata in fretta e furia e indicatami da chi stava facendo dei lavori alla mia casa. Io intanto dirò quello che ho, che so,  in attesa delle motivazioni”. E’ quasi uno sfogo a un certo punto, anche i toni sono più colloquiali: “Non sono uno che sta zitto, che gli si da uno schiaffo e si pensa di averlo sistemato. Quando sarà, tra qualche giorno, dopo le elezioni, dimostrerò come sono andati realmentei i fatti e mostrando le stesse carte che ha il tribunale, poi voglio proprio vedere. Tutto sto casino per una fattura di 2000 euro che non ho fatto neanche io, che  cosa vuoi che ne so…”.

La manifestazione in via Anelli

Lo ripete spesso ma al termine della telefonata ci torna di nuovo: “Questa condanna è legata alla manifestazione che ho fatto contro gli spacciatori in via Anelli. Ma ci rendiamo conto? Contro chi vende la droga siamo andati quel giorno. Il primo che ho trovato per fare il lavoro della recinzione l’ho chiamato, approfittando è vero di uno che conoscevo perché stava facendo dei lavori per me e questi ci hanno visto chi lo sa che, il sistema di corruzione. Ma fa solo ridere. Perché a te non ti sembra ridicolo? E l’altro capo di imputazione? C’erano tutti a quella manifestazione: il comune, la camera di commercio, ascom, associazione esercenti e altri. Tutta la città, c’era. E mi vengono a ad accusare prima e a condannare poi, per duemila euro delle spese della manifestazione. Guarda, salutiamoci perché oggi non ne voglio parlare. Dirò tutto molto presto”.

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