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Assalti ai bancomat, sgominata banda di padovani attiva in Veneto

Quattro gli arresti questa mattina da parte dei carabinieri per il reato di "associazione per delinquere finalizzata ad una serie indeterminata di furti ai danni di bancomat mediante l'impiego di ordigni esplosivi micidiali"

Da sinistra: il capitano Bruno Domenico Affinito, comandante della Compagnia di Piove di Sacco; il prefetto di Padova Ennio Mario Sodano; il colonnello Renato Chicoli, comandante provinciale dei carabinieri a Padova

Con l'esecuzione questa mattina dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del Tribunale di Padova Mariella Fino su richiesta del pm Marco Peraro, i carabinieri del comando provinciale hanno sgominato – grazie al lavoro certosino di indagine dei colleghi della compagnia di Piove di Sacco - una banda di padovani che imperversava in tutto il Veneto, responsabile di decine di assalti ai bancomat di diversi istituti di credito per bottini di centinaia di migliaia di euro.

VIDEO - Assalto al bancomat a Sant'Elena di Este 9 aprile 2011

 

VIDEO - Assalto al bancomat a Fossò (Venezia) 14 maggio 2011

 

VIDEO - Tentato assalto al bancomat a Legnaro 28 maggio 2011

 

VIDEO - Assalto al bancomat a San Pietro Viminario 1° giugno 2011

 

VIDEO - Assalto al bancomat ad Agna 21 giugno 2011

 

VIDEO - Assalto al bancomat a Fiesso D'Artico (Venezia) 2 luglio 2011

LA BANDA. “Associazione per delinquere finalizzata ad una serie indeterminata di furti ai danni di bancomat mediante l’impiego di ordigni esplosivi micidiali”, questo il reato più grave contestato nell’ordinanza eseguita nei confronti di 4 soggetti residenti nel padovano. Secondo quanto emerso dalle indagini, ogni componente rivestiva un ruolo ben specifico: dalla ricognizione dell’obiettivo da colpire, al “palo” o al “servizio” di staffetta per eludere i controlli su strada delle forze dell’ordine, al delicato incarico di “pilota” esperto nella guida veloce per seminare eventuali inseguitori e, soprattutto, quello di specialista nell’impiego di ordigni esplosivi sempre più potenti e sofisticati. I carabinieri sono riusciti inoltre a individuare, in via Contarina ad Arzarello di Piove di Sacco, la “base logistica” segreta dove la banda si riuniva e custodiva tutto il necessario per i colpi.

TUTTI I NOMI DEI 4 COMPONENTI DELLA BANDA: 3 DI POLVERARA E 1 DI LEGNARO

 

TUTTE LE SEDI E I BOTTINI DEGLI 11 ASSALTI AI BANCOMAT CONTESTATI ALLA BANDA

I COLPI. Per comunicare durante gli assalti, il gruppo di malviventi non utilizzava telefoni cellulari facilmente rintracciabili e intercettabili, bensì faceva uso di scanner variando spesso la frequenza. Le auto venivano cambiate con ripetitività - almeno tre i modelli di auto rubate diverse – anche se ad un certo punto è emersa una certa predilezione del “pilota” per una Audi A6 rubata il 17 marzo 2011 in un concessionario di Sant'Angelo di Piove, molto performante che, invece di essere sostituita, da blu è stata verniciata in grigio e, successivamente, in nero, cambiando di volta in volta la targa, cambiata la notte stessa del colpo. Per l’esplosione del bancomat, all’inizio la banda aveva sperimentato la tecnica dell’intasamento con una miscela di acetilene innescata dalla scintilla di due cavi collegati ad una batteria, passando successivamente a metodi meno dispendiosi e “leggeri”, come l'impiego di polvere pirica in ordigni esplosivi - dotati di accenditore, innesco elettrico e carica di scoppio - chiamati in gergo “marmotte”, molto maneggevoli e facili da trasportare. Da ultimo, per potenziarne la deflagrazione, era stata aggiunta anche la polvere di alluminio.

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