Caso Tiveron: l'assicurazione risarcisce la famiglia. Ora parte civile al processo contro Montisci

«Sulla perizia che avrebbe negato il risarcimento ai miei assistiti e che è ora al centro di un nuovo processo, c’è il timbro dell’università – spiega l’avvocato Sartori – ci chiediamo se il Bo intenda procedere per danno d’immagine»

Risarcita con un milione di euro la famiglia Tiveron che si era costituita parte civile al processo contro Giorgio Angelo Faccini, autista che il 13 settembre 2016 investì e uccise il 73enne Cesare Tiveron. Il risarcimento non copre solo le parti civili costituite ma l’intera famiglia della vittima, e apre quindi la strada al patteggiamento già avanzato da parte del legale difensore di Faccini al vaglio del gup venerdì 3 luglio.

Incidente

Se la vicenda dell’incidente potrebbe concludersi a breve, quella sulla presunta falsa perizia di Massimo Montisci, medico legale che tentò di scagionare l’autista del direttore generale della sanità Domenico Mantoan che si trovava nell’auto con Faccini, per il 16 ottobre prossimo è prevista l’udienza preliminare.

Indagine

Montisci appare indagato per falso, favoreggiamento e truffa, reati contestati dal pm Sergio Dini di Padova, il quale ritiene che il medico, insieme a un collega del 118, abbia tentato di depistare le indagini per scagionare Faccini dall’accusa di omicidio colposo.

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Bo

L’obiettivo della famiglia è capire se ci sono i margini per la costituzione come parte civile nei confronti di Montisci. La famiglia fa inoltre sapere di aver chiesto conto dell’avvio di un procedimento disciplinare dell’Ordine dei Medici nei confronti dell’imputato e ha intenzione di chiedere ufficialmente all’università che posizione intenda prendere rispetto al docente che continua ad insegnare. «Sulla perizia che avrebbe negato il risarcimento ai miei assistiti, e che è ora al centro di un nuovo processo, c’è il timbro dell’università – spiega l’avvocato Sartori – ci chiediamo se il Bo intenda procedere per danno d’immagine». 

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