Case popolari, marcia indietro della Regione: la legge 39 sarà modificata. Lanzarin: «Promesse mantenute»

Il Consiglio regionale ha approvato alcune modifiche su assegnazione e permanenza. Ora dovrà vagliare le proposte di variazione al regolamento applicativo, che hanno già il "sì" di palazzo Balbi. L'applicazione dei correttivi per Ater e Comuni attesa dal 1 gennaio

Gli inquilini delle case popolari di Padova durante uno dei tanti sit-in di protesta organizzati nei mesi scorsi

Con un duplice provvedimento, e dopo mesi di proteste da parte dei comitati degli inquilini, la giunta regionale del Veneto ha modificato le regole di assegnazione degli alloggi popolari e proposto correzioni al metodo di calcolo dei canoni d'affitto per 40mila nuclei assegnatari.

Le soglie Isee-Erp

La soglia Isee-Erp per accedere alle case popolari è fissata in 20mila euro di reddito, che potrà salire fino a 26mila una volta ottenuto l'alloggio. Chi invece è già assegnatario potrà mantenere il titolo fino al raggiungimento dei 35mila euro di Isee-Erp

Le modifiche legislative

La decisione è arrivata il 12 novembre, quando con un emendamento al "collegato" alla legge di stabilità l’assessore Manuela Lanzarin ha portato all’approvazione unanime del Consiglio regionale alcune modifiche alla legge 39/2017, introducendo il concetto del "canone di permanenza". Chi è diventato assegnatario prima dell'applicazione della nuova legge (luglio 2019) il tetto Isee-Erp per conservare il diritto all’abitazione popolare è di 35mila euro (il 75% in più della soglia di ingresso prevista dalla 39/2017). Chi è diventato assegnato assegnatario dopo l'applicazione della legge soggiace invece a canone di permanenza di 26mila euro (il 30% in più dei 20mila euro di valore di accesso). Infine gli over 75 e i nuclei familiari con un disabile o una persona non autosufficiente a carico conservano il diritto all’alloggio anche nel caso in cui superino la soglia massima di reddito stabilita dalla legge (35mila euro).

Le proposte di variazione al regolamento applicativo

L'assessore ha anche proposto alcune variazioni all’algoritmo per calcolare assegnazioni e canoni, con criteri di maggior gradualità e personalizzazione, modificando il regolamento applicativo della legge 39. Il provvedimento di modifica è stato approvato pochi giorni fa dall’esecutivo di palazzo Balbi e trasmesso alla seconda commissione del Consiglio regionale che dovrà esprimere il proprio parere. «Le modifiche al regolamento nascono per tutelare i soggetti più poveri, gli anziani e i nuclei unipersonali, oltre che per ridurre l’incidenza sul calcolo dell’Isee-Erp di patrimoni immobiliari infruttuosi e per rendere graduale l’impatto di un eventuale ventuale miglioramento della situazione economica» anticipa Lanzarin. «Avevamo promesso alcun correttivi e abbiamo mantenuto fede alle aspettative. Solo la modifica legislativa a favore degli over 65 e delle famiglie con disabili mette in sicurezza circa 24mila nuclei, il 60% degli inquilini Erp».

Le novità del regolamento

Le mofiche prevederanno diverse manovre, tra cui una franchigia sui risparmi, per i nuclei familiari più fragili, che tenga conto del piccolo patrimonio accantonato per le necessità familiari. La neutralizzazione dell’Iva che sarà assorbita nel canone e la riduzione del valore Omi della zona (parte del criterio di calcolo dell'affitto) così da tenere conto delle caratteristiche del tipo di edilizia popolare e avere una riduzione sui canoni. Infine lo scorporo dal calcolo di eventuali patrimoni immobiliari infruttuosi e inalienabili.

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Le correzioni dal 1 gennaio

«I due provvedimenti comprovano il lavoro di ascolto attento del territorio, degli inquilini, delle amministrazioni e delle parti sociali e la puntuale analisi condotta su patromonio e fabbisogno sociale» conclude Lanzarin «Senza alterare l’impianto della legge, basata su criteri di temporaneità e di mobilità per garantire la casa popolare a chi ne ha davvero bisogno, ne rendiamo più graduale l’applicazione. Mi auguro che il Consiglio possa esaminare con serenità e con la giusta tempistica le modifiche proposte, in modo che dal 1 gennaio 2020 Ater e Comuni possano applicare i correttivi e risolvere in modo equo le situazioni più problematiche».

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